Decreto Sicurezza e Coltellini Pieghevoli: Cosa Cambia per le Gite all’Aria Aperta in Italia

Giulia Ruberti

10 Aprile 2026

Milano, 10 aprile 2026 – Dal primo febbraio, con l’entrata in vigore del decreto sicurezza, il discorso sui coltellini pieghevoli è uscito dai confini degli appassionati di escursionismo. Chi può portarli, dove e quando: il Governo Meloni ha messo dei paletti chiari, e la norma, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 gennaio, non lascia spazio a interpretazioni. In sintesi: i coltellini pieghevoli – anche quelli senza blocco della lama, quelli che tanti tengono nello zaino per le gite fuori porta – restano a casa. Portarli fuori dall’abitazione oggi significa rischiare ben più di una semplice multa.

Nuove regole su coltellini e lame in pubblico

L’articolo 6 del decreto è netto: «è vietato portare fuori casa strumenti atti ad offendere, inclusi coltelli e oggetti a lama pieghevole, salvo comprovate esigenze lavorative o sportive». Per tanti escursionisti e campeggiatori è stata una sorpresa inattesa. Non conta la lunghezza della lama né se c’è il blocco: il divieto riguarda «ogni tipo di coltello pieghevole». Un agente della Polizia locale di Milano, che preferisce restare anonimo, spiega chiaramente: «Non si parla solo dei coltelli da cucina o a serramanico. Anche i multiuso rientrano nel divieto se non c’è una giustificazione valida».

Cosa si rischia: multe e denuncia

Il tema delle sanzioni pesa non poco. Se fermati – per esempio alla stazione Centrale o durante i controlli nei parchi – avere con sé un coltellino pieghevole senza una ragione valida può costare fino a 2.000 euro di multa. Nei casi più seri, se viene dimostrata l’intenzione di usarlo per offendere o se si è in zone sensibili come scuole o mezzi pubblici, si rischia la denuncia penale. L’avvocato Giulia Romani, del Foro di Roma, dice ad alanews.it: «La legge dà discrezionalità alle forze dell’ordine. Sta alla persona fermata dimostrare perché ha con sé l’oggetto. Senza motivazioni chiare – come una ricevuta di prenotazione per un campeggio o la tessera del CAI – si corre davvero un grosso rischio».

Insomma, quel vecchio coltellino svizzero che prima finiva nello zaino per tagliare pane e salame durante una gita a Montevecchia oggi può trasformarsi in un problema serio.

Gite e campeggio: serve una “giustificazione” concreta

Tra chi programma un’escursione spuntano mille dubbi: “Posso portare il mio coltellino?”. La risposta è semplice ma rigorosa: serve dimostrare al momento che serve per attività sportive o lavorative. Una guida CAI (Club Alpino Italiano) contattata da alanews.it a Sesto San Giovanni racconta: «Abbiamo istruito i soci a tenere sempre con sé copia della tessera e del programma della gita. Se fermati è fondamentale mostrarli». Anche chi va a campeggiare saltuariamente dovrebbe prepararsi bene: ricevute delle prenotazioni, mail di conferma dell’escursione o dichiarazioni scritte da scuole in caso di uscite didattiche.

Se non ci sono questi documenti la valutazione resta soggettiva; spetterà agli agenti decidere se la presenza del coltellino è legittima.

Ambiguità e reazioni: il dibattito su un decreto discusso

Tra gli escursionisti e anche tra cittadini abituati ad avere sempre un multiuso in tasca per ogni occasione cresce la confusione. Un pensionato milanese incontrato ieri mattina al Parco Nord confida sottovoce: «Ho sempre avuto il mio coltellino con me. Adesso mi sento quasi un fuorilegge». Nei forum online si rincorrono domande pratiche (“Serve davvero la lama per il salame sul treno?”) ma anche qualche battuta amara. Alcune associazioni ambientaliste hanno già scritto al Ministero dell’Interno chiedendo chiarimenti su campeggi estivi e attività scout.

Dal Viminale filtrano segnali di apertura: «Stiamo lavorando su circolari esplicative», spiegano fonti vicine al ministro Matteo Piantedosi. Al momento però nessuna deroga ufficiale è stata annunciata.

Cosa fare in concreto: attenzione ai dettagli

Chi organizza una gita fuori porta – in Lombardia come altrove – deve muoversi con cautela. Portare un coltellino senza una motivazione documentata oggi può costare caro. Meglio evitare azzardi e informarsi prima presso le autorità locali; molte Questure hanno già diffuso note informative nelle ultime settimane. Ieri pomeriggio nei negozi di articoli sportivi di corso Buenos Aires a Milano le vendite di multiuso sono calate drasticamente. Un commesso racconta che “sempre più clienti chiedono fogli giustificativi”.

Nonostante tutto – ricordano molte guide alpine – lo scopo della legge resta soprattutto quello di prevenire episodi di violenza urbana; solo allora scatteranno controlli più severi.

Fino a quando non arriveranno indicazioni chiare, chi parte per una camminata farebbe bene a pensarci due volte prima di infilare nello zaino quel vecchio coltellino rosso.

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