Piacenza, 13 maggio 2026 – Piacenza, con le sue strade intrise di storia e la voglia di innovare, si conferma un vero e proprio crocevia artistico. Questa settimana la città emiliana si anima con una serie di mostre e itinerari guidati che mettono insieme affreschi storici e arte contemporanea, attirando visitatori da tutta la regione. Un modo per scoprire la bellezza nascosta di questa città, passo dopo passo.
Piacenza tra storia e street art: un viaggio a due velocità
Sono appena le dieci del mattino quando davanti a Palazzo Farnese si raduna un piccolo gruppo. Qualcuno scatta foto alle finestre che guardano su Piazza Cittadella, altri si soffermano sui dettagli della facciata. È l’inizio di uno dei tanti tour guidati che in questi giorni portano alla scoperta degli affreschi nei palazzi storici del centro ma anche dei nuovi murales spuntati nei quartieri popolari. “Piacenza è sempre stata una città di passaggio”, spiega Marco Bellini, guida locale, mentre apre il portone: “Ma qui l’arte merita davvero una pausa”.
I percorsi organizzati da “Arte Camminando” fanno tappa al Collegio Alberoni, dove si ammirano affreschi del Settecento, e proseguono nelle sale di Palazzo Galli con mostre dedicate ai giovani artisti locali. Il ritmo è tranquillo, tra racconti e curiosità sulle ultime restaurazioni.
Un calendario ricco: mostre e laboratori per tutte le età
Nei prossimi giorni Piacenza ospita una fitta serie di mostre in gallerie pubbliche e private, dalla storica Galleria Ricci Oddi fino agli atelier sparsi tra via Taverna e Corso Vittorio Emanuele. Il filo conduttore? L’incontro tra generazioni diverse. “Qui si trovano opere di artisti locali del Novecento accanto a performance multimediali firmate da studenti dell’Accademia di Brera”, racconta Francesca Longhi, curatrice durante una visita stampa. Per lei la città ha trovato il modo giusto per avvicinare i giovani alla storia senza farla sembrare polverosa.
Non solo esposizioni: venerdì e sabato ci saranno anche laboratori aperti a grandi e piccoli. Tra questi workshop sulla tecnica dell’affresco nella ex Chiesa di San Sisto e incontri pratici con restauratori-artigiani. “È fondamentale che chi partecipa possa mettere mano al lavoro – spiega Giulia Sormani dell’associazione RestArt – dal bozzetto fino all’applicazione sulla parete”.
Affreschi storici: un patrimonio discreto ma prezioso
A Piacenza si contano più di quaranta cicli pittorici che vanno dal Medioevo al Barocco tardo. Alcuni, come quelli nel Palazzo Comunale, si possono vedere solo su prenotazione; altri sono aperti al pubblico grazie agli itinerari della rassegna. Durante i percorsi le guide sottolineano dettagli come cornici danneggiate dall’umidità o firme quasi invisibili di artisti del Cinquecento. “L’affresco più fotografato è quello della cupola nella Basilica di Santa Maria di Campagna”, conferma il professor Luigi Viganò, docente all’Università Cattolica. Ma sono proprio i cicli meno noti a stupire per i colori ancora vividi.
Arte contemporanea: spazi nuovi per idee nuove
Non tutto è fermo al passato. Diversi progetti coinvolgono giovani artisti chiamati a creare opere site-specific nei cortili interni o negli ex spazi industriali della città. I murales nel quartiere Besurica e le installazioni nel vecchio mercato ortofrutticolo sono segni tangibili di un fermento creativo che guarda avanti senza dimenticare le radici. “Abbiamo invitato street artist da Milano e Bologna”, dice Davide Ferrari, coordinatore del progetto Urban Canvas. Alcuni lavori sono temporanei, altri pensati per restare: l’obiettivo è portare l’arte nella vita quotidiana dei piacentini.
Camminare per capire: Piacenza si racconta così
Alla fine dei tour guidati, mentre davanti a un caffè in Piazza Cavalli si scambiano impressioni tra chiacchiere informali, resta chiaro che Piacenza ha ancora una volta rilanciato il suo ruolo da vero crocevia culturale. Una città da vivere lentamente, lasciando che affreschi antichi e idee nuove riflettano sulle strade e nei volti delle persone. “Forse solo camminando si capisce davvero quanto è bella”, mormora una signora mentre il sole cala sulle pietre rosate del centro storico.