Milano, 15 maggio 2026 – Da questa mattina, sul sito di Repubblica spicca una nuova sezione interamente dedicata ai cruciverba online firmati da Stefano Bartezzaghi, insieme ad altri giochi di parole e logica come il Sudoku. Un vero e proprio rilancio pensato per gli appassionati e per chi vuole mettersi alla prova senza carta né penna, ogni giorno, tra le 8 del mattino e le 23 di sera.
Bartezzaghi e i nuovi cruciverba digitali
L’idea porta il nome di uno dei più famosi enigmisti italiani, Stefano Bartezzaghi, storico collaboratore di Repubblica. Un’eredità che affonda le radici in anni in cui puzzle e giochi linguistici hanno conquistato un posto fisso nelle abitudini degli italiani. “Il bello del cruciverba – ha raccontato Bartezzaghi ieri sera durante una diretta Instagram – è che cambia con noi: nuove parole, nuovi riferimenti, nuove sfide”. Le sue griglie digitali sono disponibili in vari livelli di difficoltà e si raggiungono con pochi clic.
Ma non si tratta solo di trasferire i vecchi giochi su schermo. “Abbiamo lavorato per rendere tutto più interattivo e scorrevole”, spiega un tecnico della redazione web, “così da soddisfare chi gioca in mobilità, dallo smartphone o dal tablet, sia in treno sia durante la pausa pranzo”.
Una piattaforma per tutti gli appassionati
Oltre ai cruciverba, la pagina offre anche Sudoku, giochi di logica, rebus e parole crociate più semplici per chi è alle prime armi. Il meccanismo è semplice: basta registrarsi su Repubblica.it per accedere senza limiti a un archivio che si arricchisce ogni giorno con nuovi contenuti.
“È diventato il mio modo per iniziare la giornata – dice Carlo, impiegato milanese di 52 anni – mentre bevo il caffè risolvo una griglia. Mi tiene sveglio”. Giulia, studentessa universitaria, conferma: “Spesso sfido mio padre a chi finisce prima. E fa ridere vedere come usiamo strategie completamente diverse”.
Nei primi momenti dopo il lancio sono stati già registrati oltre 30 mila accessi, con picchi intorno alle 8 del mattino e alle 21 di sera. Un segnale chiaro: questo passatempo classico continua a piacere anche nell’era digitale senza perdere la sua essenza.
Giochi enigmistici tra tradizione e innovazione
Il successo dei cruciverba in Italia non è una novità: le prime riviste specializzate risalgono agli anni Venti del secolo scorso. “Sono un modo per staccare la testa e imparare nuove parole”, dice un affezionato della rubrica storica. Oggi però si punta sull’innovazione: le versioni online offrono suggerimenti dinamici, la possibilità di salvare la partita e condividere i risultati sui social — roba impensabile fino a pochi anni fa.
Tra i giochi disponibili ci sono anche rebus visuali e quiz numerici come Sudoku, Kakuro o battaglie navali stilizzate. Tutto raccolto in una piattaforma pensata anche per chi ha difficoltà visive, grazie alla compatibilità con software vocali e interfacce semplificate.
Un’abitudine che resiste al tempo
In un’epoca dominata da app e video virali, il fascino dei giochi enigmistici non accenna a tramontare. “La vera sfida è quella con sé stessi”, riflette Bartezzaghi in un’intervista rilasciata al nostro giornale a marzo. “Sbagliare può dare fastidio ma proprio lì nasce il piacere: cercare la soluzione con calma”.
Gli abbonati a Repubblica avranno accesso anche agli archivi storici dei cruciverba degli ultimi vent’anni — una richiesta molto sentita da chi ama ancora la versione cartacea. Il modello segue quello delle principali testate internazionali che puntano su piattaforme dedicate ai quiz per coinvolgere i lettori digitali.
Una sfida quotidiana per la mente
Giocare ai cruciverba online o al Sudoku non è solo un passatempo: secondo studi citati dall’Associazione Italiana Psicogeriatria, allenare la mente con enigmi verbali o numerici aiuta a tenere viva la memoria, soprattutto con l’età.
Quindi – smartphone o pc alla mano – la sfida è lanciata: dalla metro alla pausa pranzo in ufficio, dalla cucina al salotto dopo cena. Un modo semplice per ritagliarsi uno spazio personale giocando con parole crociate e numeri; ma anche per mantenere viva una tradizione italiana che sembra non voler mollare davanti al passare del tempo.