Come un ritiro ayurvedico in Italia ha rigenerato il mio sistema nervoso: l’esperienza a Datu Wellness di Santa Maria di Castellabate

Luca Mangano

17 Maggio 2026

Santa Maria di Castellabate, 17 maggio 2026 – Quando Elena Matthews, 41 anni, pubblicitaria newyorkese, ha messo piede sulla costa cilentana in quella domenica di maggio, cercava una vera pausa. Dopo settimane di lavoro serrato e notti senza sonno, ha scelto il ritiro al Datu Wellness, a due passi dal mare di Santa Maria di Castellabate. “Avevo bisogno di sentire di nuovo il mio corpo. Il resto poteva aspettare”, ha raccontato con un sorriso mentre camminava tra i pini marittimi all’alba.

Sette giorni tra Yoga Nidra e massaggi ayurvedici

La giornata al Datu Wellness scorre lenta e senza fretta. Ogni mattina, alle 7:30, la sala con vista sulla spiaggia si riempie dell’odore salmastro mentre la luce attraversa le tende leggere. Gli ospiti si sistemano sui tappetini per immergersi nelle sessioni di Yoga Nidra guidate da Simona D’Angelo, insegnante che ha studiato tra l’India e Roma. “Si tratta di raggiungere un rilassamento profondo, andare oltre quel sonno superficiale che conosciamo tutti”, ha spiegato Simona durante una pausa tè.

Secondo questa pratica, rimanendo in uno stato di “veglia rilassata”, il sistema nervoso si rigenera più rapidamente. “Nei primi due giorni ho sentito la stanchezza accumulata scivolarmi via”, ha confidato Elena seduta sotto un ombrellone di paglia dopo la lezione. Solo allora – dopo qualche tentativo incerto – è arrivata quella sensazione di abbandono: “il corpo che finalmente ascolta se stesso“.

Nel corso della settimana, le attività si sono alternate tra esercizi di respiro consapevole e massaggi ayurvedici con oli caldi. Gli oli vengono preparati sul posto da Luca Russo, erborista campano che seleziona lavanda, mirto e rosmarino raccolti sui colli vicini. “Prendiamo solo piante raccolte all’alba, quando l’energia è più forte”, ha raccontato Russo mostrando le bottiglie ambrate nel piccolo laboratorio affacciato sul mare.

Tecniche per lasciar andare: pratiche sull’ego

Una delle attività più discusse è stata quella chiamata “detachment from ego”—un percorso fatto di dialoghi aperti e momenti silenziosi. “Abbiamo lavorato su aspettative e giudizi verso noi stessi”, ha spiegato Simona D’Angelo durante un incontro serale. Per Elena questi esercizi sono stati forse i più tosti: “All’inizio sembrava solo una specie di gioco filosofico. Poi capisci che ogni tensione dentro ha un nome preciso”.

Le attività collettive si tengono nel patio centrale, circondato da cespugli di ginestre in fiore e tavoli imbanditi con piatti tipici locali. I pasti seguono ricette cilentane rivisitate in chiave ayurvedica: ceci al rosmarino, insalate con finocchi e noci fresche, pane cotto a legna. “Qui il cibo non è solo nutrimento, è parte della cura“, spiega lo chef Carmine Izzo, sottolineando che tutti gli ingredienti provengono da aziende agricole vicine.

Ritrovare il proprio ritmo lungo il mare cilentano

Nel tardo pomeriggio, alcuni partecipanti si ritrovano sulla spiaggia per brevi meditazioni al tramonto. In quei momenti – spesso silenziosi – si sente soltanto il rumore delle onde e il vento che muove le foglie degli ulivi. “Ho riscoperto il piacere del fare poco… ma farlo bene”, dice Elena durante una passeggiata verso il faro mentre il cielo prendeva sfumature rosa.

La routine resta semplice: sveglia presto, pratiche dolci per il corpo, pause con tè alle erbe, incontri collettivi e tempo libero tra le colline o davanti al mare. La connessione internet? Limitata apposta per favorire quello che chiamano “detox digitale”. “Le prime ore senza telefono sono state le più dure”, ammette una partecipante arrivata da Milano.

Un reset del sistema nervoso tra testimonianze e ritorni

A una settimana dal rientro a New York, Elena continua a raccontare questa esperienza a chiunque la ascolti. Per lei – così come per altri ospiti intervistati al termine del soggiorno – i benefici arrivano nel tempo: più calma nei momenti difficili e un sonno più regolare. Lo staff del centro rivela che circa il 60% dei partecipanti torna l’anno dopo o consiglia questo percorso ad amici e colleghi.

“Mi chiedono se ho trovato la pace assoluta”, scherza Elena prima della partenza. “No, ma ho imparato a cercarla nelle piccole cose”. Qui nel Cilento, tra profumo di rosmarino e luce sulla costa, basta poco per iniziare davvero a lasciarsi andare.

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