Roma, 26 maggio 2026 – Il fenomeno dell’overtourism continua a far parlare di sé, e non solo tra addetti ai lavori: amministratori locali, operatori turistici e residenti delle città più battute dal turismo ne avvertono ogni giorno l’impatto. Ma come si può viaggiare senza peggiorare le cose? È una domanda che gira tra agenzie viaggio, università e voci come quella di Virginia DiGaetano, autrice per Lonely Planet, che ha analizzato con attenzione cause e possibili soluzioni di questa tendenza in crescita.
Overtourism: numeri che pesano
Nel 2023 sono stati oltre 1,3 miliardi gli arrivi internazionali secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo. Un dato che da un lato dimostra la forza del settore, dall’altro mette a dura prova interi quartieri. Prendiamo Venezia: a Pasqua i varchi elettronici hanno contato picchi di 110mila ingressi in un solo giorno. E non è un problema solo italiano. Le Ramblas a Barcellona, Montmartre a Parigi o la città vecchia di Dubrovnik sono ormai esempi emblematici di un turismo spesso fuori controllo.
Chi vive lì lo sa bene. “Nei weekend non riesco neanche ad andare al supermercato sotto casa”, racconta Maria Ferrero, residente a Firenze, durante una recente assemblea cittadina. Il problema va ben oltre il sovraffollamento: infrastrutture sotto pressione, prezzi delle case alle stelle, negozi tradizionali che chiudono per lasciare spazio a souvenir e cibo da strada. A questo punto la domanda è d’obbligo: è ancora possibile visitare questi luoghi senza diventare parte del problema?
Viaggiare con testa: fuori stagione e mete meno battute
Per DiGaetano e molti esperti la risposta passa dalle scelte individuali. “Non è vero che il singolo non conta – spiega –. Ogni decisione, dal periodo alla sistemazione scelta, fa la differenza”. Viaggiare fuori stagione o puntare su destinazioni meno note sono due consigli concreti: per esempio visitare le Cinque Terre tra novembre e marzo significa evitare le folle estive e trovare anche prezzi più bassi.
E non è solo una questione di date: ci sono alternative alle mete super popolari. Lonely Planet suggerisce itinerari meno frequentati – dalla Tuscia viterbese alla Valle del Trebbia – che permettono di scoprire nuovi paesaggi e alleggerire il peso sulle città d’arte più gettonate. Anche gli enti turistici locali stanno provando a diversificare l’offerta, con risultati ancora altalenanti.
Come comportarsi sul posto
L’impatto si misura anche nelle piccole scelte fatte in loco. Evitare i grandi gruppi organizzati, preferire guide locali, scegliere ristoranti e negozi gestiti dai residenti invece delle catene internazionali: sono gesti semplici ma importanti. “Sono dettagli che fanno la differenza”, sottolinea Cristina Benassi, responsabile dell’associazione Albergatori di Verona.
Anche come si prenota conta: preferire alloggi familiari rispetto a quelli destinati solo agli affitti brevi aiuta a mantenere l’equilibrio abitativo dei centri storici. A Amsterdam il Comune ha recentemente introdotto regole più rigide sulle licenze Airbnb dopo anni di tensioni tra cittadini e investitori.
Le istituzioni provano a reagire
Le città più colpite stanno cercando risposte concrete: Venezia ha messo in campo un sistema di accesso a pagamento nei giorni “caldi”; Dubrovnik ha limitato il numero di navi da crociera in porto; Barcellona ha imposto limiti severi agli affitti turistici. Però secondo alcuni urbanisti serve una regia più ampia: “Ogni città va per conto suo, manca una governance sovra-locale”, spiega Giovanni Marinelli dell’Università La Sapienza.
Intanto aumentano le campagne per sensibilizzare i turisti. In Giappone cartelli invitano al silenzio nelle vie residenziali di Kyoto; a Reykjavík negli aeroporti si distribuiscono opuscoli sul delicato equilibrio naturale islandese.
Turismo responsabile: una sfida condivisa
Se c’è qualcosa su cui tutti gli esperti sono d’accordo è che bisogna cambiare prospettiva: smettere di vedere il viaggio come semplice consumo passivo. “Il turismo – ricorda DiGaetano – è relazione”. Significa adattarsi ai ritmi dei luoghi, capire che anche un itinerario meno noto o viaggiare in bassa stagione può offrire incontri autentici. Solo così potremo continuare ad esplorare il mondo senza svuotarlo.