Lagarde frena sui rialzi dei tassi: “Inflazione al 2%, nessuna stretta più severa necessaria”

Silvana Lopez

22 Giugno 2026

Bruxelles, 22 giugno 2026 – Questa mattina, davanti alla Commissione per gli Affari economici e monetari del Parlamento europeo, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha ribadito con fermezza il ruolo fondamentale dell’istituto nel mantenere la stabilità dei prezzi nell’Eurozona. “Gli effetti sulle dinamiche dei prezzi al consumo stanno diventando sempre più evidenti”, ha detto la numero uno di Francoforte, in un momento in cui i mercati sono molto attenti alle prossime mosse dell’autorità monetaria europea.

Inflazione e politiche della Bce sotto la lente

Lagarde ha spiegato che la pressione inflazionistica—anche se più contenuta rispetto ai livelli record degli ultimi due anni—rimane una questione centrale per le economie dell’area euro. “Sappiamo bene quanto famiglie e imprese stiano vivendo momenti difficili. L’inflazione sta lentamente calando, ma restano effetti significativi soprattutto sui prezzi di alimentari ed energia”, ha precisato. I dati Eurostat del 18 giugno mostrano un aumento dello 0,2% dei prezzi al consumo a maggio su base mensile, mentre il tasso annuo si mantiene intorno al 2,4%.

Nel suo intervento, Lagarde ha sottolineato che la Bce è “pronta a intervenire” se dovessero presentarsi nuovi rischi per la stabilità dei prezzi. “Il nostro obiettivo resta il 2% sul medio termine”, ha ricordato, aggiungendo che le decisioni future seguiranno un approccio “guidato dai dati”.

Effetti tangibili per famiglie e imprese

La presidente non ha nascosto le difficoltà di cittadini e imprese nell’ultimo periodo. “I costi di finanziamento sono ancora alti per molti settori”, ha ammesso Lagarde, citando soprattutto la stretta creditizia che pesa sulle piccole e medie imprese, in particolare nei Paesi del Sud Europa. Una recente analisi della Banca d’Italia conferma che nel primo trimestre il credito bancario alle aziende italiane è sceso dello 0,9%.

Durante l’audizione, alcuni eurodeputati hanno sollevato dubbi sull’efficacia degli strumenti usati dalla Bce negli ultimi anni. “I tassi sono aumentati molto rapidamente dal 2022. Ma nella vita di tutti i giorni le persone non vedono miglioramenti”, ha detto Ernest Urtasun, vicepresidente della commissione. Lagarde ha risposto sottolineando come queste scelte siano state necessarie per evitare che le aspettative sull’inflazione si radicassero troppo.

Il nodo crescita e le incognite geopolitiche

Un punto chiave del discorso di Lagarde è stato quello sulla crescita economica nell’Eurozona. Se da una parte le previsioni della Commissione europea parlano di una ripresa più decisa nella seconda metà del 2026—con un PIL previsto intorno all’1,3% per l’anno—dall’altra permangono forti incertezze legate alle tensioni internazionali. “I conflitti in Ucraina e Medio Oriente e le tensioni commerciali con Stati Uniti e Cina restano rischi molto seri”, ha messo in guardia la presidente.

Le sue parole sono arrivate poche ore dopo l’allarme lanciato dal Fondo Monetario Internazionale sul fatto che l’Eurozona resta esposta a shock esterni, soprattutto nel settore energetico. “Solo una stabilità duratura potrà garantire una crescita inclusiva”, ha sottolineato Lagarde, ribadendo l’importanza delle riforme strutturali da parte delle istituzioni europee.

Le prossime mosse tra attese dei mercati e priorità sociali

Dopo il discorso di Lagarde, tutti gli occhi sono puntati sulle prossime decisioni della Bce sui tassi di interesse. Gli investitori ipotizzano un possibile allentamento monetario entro fine anno—“ma non c’è nulla di certo”, commenta un analista di Société Générale contattato da alanews.it.

Intanto rimangono vive le richieste delle associazioni dei consumatori europei che chiedono misure più efficaci contro il caro prezzi dei beni essenziali. “Serve più tutela per chi ha redditi bassi”, ha detto Anna Cavazzini, eurodeputata dei Verdi. Un tema che Lagarde ha definito “prioritario”, invitando tutti gli attori istituzionali a dare una risposta coordinata alle sfide ancora aperte per l’Europa.

L’incontro di oggi a Bruxelles si chiude quindi senza grandi novità concrete, ma con una conferma chiara: la difesa della stabilità dei prezzi resta la priorità assoluta della Banca centrale europea in un quadro ancora delicato come riconoscono anche a Francoforte.

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