San Pietroburgo, 14 agosto 2026 – Da un lato ci sono i gelidi inverni di San Pietroburgo, dall’altro il caldo torrido dell’Arabia Saudita: così una vecchia tradizione nata sulle rive della Neva è diventata una delle attrazioni più gettonate nei parchi a tema del Golfo Persico. Ma come ha fatto una slitta di ghiaccio, pensata per i bimbi dei quartieri di Petrogradskij all’inizio del ‘900, a sfrecciare a ben 250 km/h nel deserto saudita, tra grattacieli futuristici e nuovi record di pubblico? Dietro c’è una storia di ingegno, marketing e incontri culturali inattesi.
Dall’inverno russo al deserto: una lunga corsa
A San Pietroburgo le prime slitte di ghiaccio fecero capolino nei grandi parchi già nel 1907 circa. Erano semplici scivoli costruiti ogni inverno dagli operai comunali con blocchi di ghiaccio tagliati dal fiume. Allora il divertimento era fatto di improvvisazione: qualche asse, neve battuta e tanto entusiasmo. “Mio nonno raccontava delle corse sulla Prospettiva Nevskij, quando con l’arrivo del freddo tutto si fermava”, ricorda Vladimir Petrov, storico locale. I bambini si buttavano giù su slitte improvvisate – spesso cassette di legno – tra risate e qualche inevitabile scivolone.
L’idea vola lontano: nasce il parco tematico
Il salto verso l’internazionalizzazione arriva nel 2018. Un gruppo di ingegneri russi, IceDreams da Mosca, partecipa a una fiera del divertimento a Dubai. Qui incontrano gli investitori sauditi di Ad Diriyah Park, alla ricerca di qualcosa che combinasse “velocità e stupore”, spiega Rashid Al-Faisal, manager del gruppo. In poco tempo l’idea prende forma: non più un semplice scivolo per bimbi, ma una pista ghiacciata lunga oltre 500 metri, dentro una cupola climatizzata. “Abbiamo dovuto inventarci tutto – racconta Elena Smirnova, chief designer – dal sistema per mantenere il freddo alla struttura delle slitte”.
I test iniziano a Riyadh nel gennaio 2020. Tra i primi a provarla c’è anche Omar Al-Harbi, pilota locale: “Non avrei mai pensato di sentire freddo con quaranta gradi all’esterno – scherza – ma mi sono sentito davvero come un bambino”.
Un successo da 3 milioni di visitatori
Da allora sono passati sei anni. Oggi la slitta di ghiaccio saudita è il pezzo forte di Qiddiya City, il più grande parco tematico dell’Arabia Saudita (e uno dei primi cinque al mondo). Nel 2025 ha toccato i 3 milioni di ingressi, secondo i dati del Ministero del Turismo saudita. Perché funziona? “Non è solo la velocità – spiega Hassan Jalal, direttore operativo – ma la sensazione unica di fare qualcosa d’impossibile nel deserto. Un’esperienza che altrove non trovi”.
La pista corre tra curve sopraelevate, tunnel e luci led che cambiano colore al passaggio delle slitte. La temperatura resta ferma sui -2°C, anche quando fuori si superano i 45 gradi. I visitatori devono indossare giacche e guanti forniti dal parco.
Effetto turismo e nuove sfide
La slitta ha dato una bella spinta al turismo interno e internazionale. La maggior parte dei visitatori arriva dai Paesi del Golfo (Qatar, Emirati, Kuwait), ma c’è un flusso crescente dall’Europa e dalla Cina. Il biglietto costa circa 85 euro, con incluso equipaggiamento e accesso prioritario.
Uno studio della King Saud University pubblicato su “Arabian Leisure” evidenzia come questa attrazione abbia aumentato del 12% i pernottamenti in città nei weekend invernali. “Dimostriamo che qui si può vivere qualcosa di diverso”, spiega Rania Al-Mutairi, responsabile accoglienza, “e creiamo nuovi posti di lavoro”.
Quando la tradizione incontra il futuro
Resta però un legame forte con la tradizione russa. Ogni anno una delegazione da San Pietroburgo partecipa all’apertura della stagione: portano vecchie foto in bianco e nero, canzoni popolari e qualche slitta restaurata. “Abbiamo costruito un ponte tra culture lontane”, dice Sergey Ivanov, presidente della Fondazione Neva. Nel 2027 l’obiettivo è portare il format anche in Cina e Stati Uniti.
Una storia iniziata con blocchi di ghiaccio raccolti all’alba sul fiume che oggi – tra tecnologia e nostalgia – continua a far sorridere chi sale su quella stessa slitta pronta a sfidare climi estremi e distanze enormi.