Roma, 15 agosto 2026 – Pagare con carte di credito e bancomat all’estero durante le vacanze estive può riservare più di qualche sorpresa. Dalla scelta non sempre scontata tra pagare in euro o nella valuta locale, fino alle commissioni nascoste e ai rischi di frodi sempre più sofisticate. Sono milioni gli italiani coinvolti: secondo l’ABI, ben il 74% dei viaggiatori usa almeno una carta fuori dai confini nazionali.
Pagare in euro o valuta locale? Il dilemma alla cassa
Quando si arriva alla cassa a Londra, Parigi o davanti al terminale di un albergo a Lisbona, spunta quasi sempre la domanda: “Vuole pagare in euro o nella valuta locale?” La tentazione è forte di scegliere l’euro, per vedere subito quanto si spende. Ma, come avverte Antonio Foti, esperto di pagamenti digitali al Politecnico di Milano, “la conversione proposta dai POS esteri è spesso meno conveniente rispetto a quella applicata dalla banca italiana. Meglio optare per la valuta locale ed evitare così doppie commissioni nascoste”.
Una ricerca della BCE del 2025 mostra che pagare in euro fuori dall’area euro può far lievitare il conto dall’1,5% al 4% rispetto al prezzo originale. E quella differenza la si vede solo quando arriva l’estratto conto a fine mese.
Commissioni e prelievi: quanto ci costa davvero il bancomat all’estero
C’è poi il capitolo delle commissioni sui prelievi, spesso sottovalutato. “Molti non sanno che prelevare con il bancomat fuori dall’Italia può pesare parecchio”, spiega la consulente finanziaria Maria Bianchi. “Si va da una commissione fissa che può essere tra i 2 e i 5 euro, più una percentuale variabile dallo 0,5% al 3%”. Non tutte le banche sono uguali: alcune, come N26 o Revolut, offrono i primi prelievi gratis ogni mese, ma i limiti sono bassi.
Inoltre, sottolinea ancora Bianchi, alcune banche mettono le commissioni in piccolo nel contratto, così capita che il saldo cali senza che l’utente se ne accorga subito. Per esempio: prelevare 200 franchi svizzeri (circa 205 euro) a Ginevra può costare fino a 8 euro tra tassi sfavorevoli e commissioni.
Frodi su carte: come difendersi dalle truffe in vacanza
Non mancano i rischi legati alle frodi sulle carte di credito, ormai sempre più sofisticate. Si passa dal vecchio skimming – cioè la clonazione tramite dispositivi nascosti negli ATM – agli attacchi digitali via app truffaldine o reti wi-fi pubbliche poco sicure. Secondo l’Osservatorio Sicurezza Digital Payment, nel 2025 gli accessi fraudolenti ai conti correnti sono aumentati del 12%, specie nelle zone turistiche.
Il consiglio degli esperti bancari è chiaro: “Mai perdere di vista la carta nei locali affollati”, racconta Luca De Santis, direttore filiale Unicredit a Roma. E controllare subito ogni sms con la notifica delle operazioni. Se si vede qualcosa di strano, bloccare la carta immediatamente e fare denuncia.
Un dettaglio spesso dimenticato? Coprire sempre la tastiera quando si digita il PIN e attivare notifiche push sull’app della banca per ogni transazione superiore a un euro. Piccoli accorgimenti che possono evitare brutte sorprese.
Carte all’estero: qualche dritta per non sbagliare
Prima di partire, dicono i consulenti finanziari, conviene controllare se la propria carta è abilitata all’uso fuori Italia (alcune banche chiedono una comunicazione preventiva). È importante anche sapere qual è il plafond residuo: alcune carte prepagate hanno limiti giornalieri più stretti all’estero.
Meglio avere con sé una seconda carta diversa dalla principale e lasciarla in valigia o nella cassaforte dell’hotel. “Così si limita il rischio di restare senza soldi in caso di clonazione”, spiega ancora Foti.
Infine, da quest’anno molte carte funzionano anche con portafogli digitali come Apple Pay e Google Pay oltre confine. Una soluzione comoda e spesso più sicura dove i pagamenti contactless sono la regola.
Cosa cambia nel 2026? Le novità per i viaggiatori
Dal 2026 entra in vigore una nuova norma dell’Unione Europea che impone maggiore trasparenza sulle commissioni: le banche dovranno mostrare subito al cliente l’importo esatto sia in euro sia nella valuta locale prima di completare la transazione. Una novità accolta con favore dalle associazioni dei consumatori italiane.
Forse così pagare con le carte all’estero diventerà meno un salto nel buio. Ma restano valide tutte le precauzioni del caso: valutare bene se scegliere euro o valuta locale, tenere sotto controllo ogni addebito e diffidare degli sportelli isolati. Sono quei piccoli dettagli che possono fare tutta la differenza anche per chi parte solo per un weekend fuori porta.