Roma, 20 agosto 2026 – Roberta Petrelluzzi, volto storico di Rai 3, ha scelto per l’estate una serie di processi emblematici che raccontano l’Italia dalle aule dei tribunali. Un ciclo di puntate speciali, in onda dal lunedì al venerdì alle 23.15, pensato per chi non smette mai di interrogarsi sulla giustizia, anche quando fa caldo. Questa rassegna estiva su Rai 3 mette sotto i riflettori casi che hanno segnato l’opinione pubblica e la memoria collettiva. “Ci sono storie che meritano di essere ripercorse – ha detto Petrelluzzi – perché, a distanza di anni, non hanno perso né intensità né rilevanza”.
I processi che hanno fatto la storia della cronaca italiana
Le serate firmate Petrelluzzi e dalla squadra di “Un giorno in Pretura” ruotano attorno a processi-chiave, alcuni quasi dimenticati, altri ancora caldi nel dibattito pubblico. Ogni puntata si concentra su un caso specifico, ricostruendo i fatti attraverso atti giudiziari veri, testimonianze e una narrazione precisa che da anni è il marchio del programma. Qui non c’è spazio per il sensazionalismo: il tono è sobrio e diretto, proprio come si conviene alla cronaca giudiziaria televisiva.
Nel palinsesto trovano spazio processi come quello a Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher, ma anche vicende meno famose – eppure ricche di interrogativi – come l’inchiesta sull’incidente ferroviario di Viareggio del 2009. “Ci sono sentenze che ancora oggi dividono e fanno riflettere”, ha aggiunto Petrelluzzi durante una conferenza stampa negli studi Rai di Saxa Rubra.
La forza del racconto giudiziario in tv
“Abbiamo scelto di proporre queste udienze d’estate perché spesso è proprio in questo periodo che il pubblico riesce a fermarsi e riflettere”, ha confidato la giornalista, mentre dietro le quinte la regia rivedeva gli appunti delle vecchie puntate. Il format resta fedele alla linea editoriale che ha fatto il successo del programma: niente retorica, molta sostanza e pochi commenti fuori campo.
Ogni caso viene raccontato con un montaggio essenziale. La priorità è dare voce ai protagonisti reali: magistrati, avvocati, imputati e familiari delle vittime. Niente effetti speciali o ricostruzioni sceniche: tutto si basa su ciò che è realmente accaduto nelle aule. “Il pubblico ci scrive ancora per avere chiarimenti su vecchie sentenze”, ha sottolineato Paolo Foti, uno degli autori. Un segno chiaro che la narrazione giudiziaria in tv risponde a un bisogno concreto: capire ma anche conservare la memoria.
Un archivio vivo per la memoria collettiva
Fonti interne alla Rai spiegano che l’obiettivo della rassegna estiva è anche creare una sorta di archivio vivente dei grandi processi italiani. Ogni episodio è accompagnato da un’introduzione che aiuta a contestualizzare i fatti; a volte è Roberta Petrelluzzi stessa a guidare lo spettatore, altre volte ospiti come giudici o cronisti giudiziari storici. Le puntate durano circa un’ora e sono disponibili anche in streaming su RaiPlay.
“Non vogliamo insegnare niente a nessuno – ha precisato Petrelluzzi – ma restituire i fatti così come sono stati raccontati in tribunale”. Questa formula ha consolidato negli anni il legame con un pubblico esigente: chi cerca chiarezza senza facili colpi di scena; chi vuole ascoltare tutte le voci coinvolte.
Ascolti solidi e il valore educativo
Negli ultimi anni “Un giorno in Pretura” si è mantenuto stabile nei dati d’ascolto: tra i 700mila e il milione di spettatori medi a serata secondo Auditel, con picchi durante i casi più noti a livello nazionale. Le repliche estive sono quindi una scommessa ben calibrata. “Molti ci ringraziano perché riportiamo alla luce episodi finiti nel dimenticatoio”, ha spiegato Foti.
Qualche critica però non manca: alcuni osservatori chiedono più attenzione ai rischi legati alla narrazione di processi ancora aperti, che potrebbero influire sulla reputazione degli imputati. La produzione risponde chiara: “La nostra bussola è sempre l’attendibilità delle fonti ufficiali”. Dietro questo c’è una fiducia nell’approccio didattico della tv pubblica: offrire strumenti per leggere il presente attraverso la storia giudiziaria.
Per la Rai questa rassegna speciale è anche un banco di prova in vista delle sfide autunnali. Con il ritorno delle grandi inchieste e delle dirette dai tribunali, l’esperienza dell’estate – fatta di spettatori fedeli e nuovi curiosi – offrirà indicazioni preziose sul futuro della narrazione giudiziaria in prima serata.