Rinascita sulle Dolomiti: l’hotel Boite e la Corte Spa riportano in vita il sogno di Enrico Mattei

Giulia Ruberti

18 Settembre 2026

Cortina d’Ampezzo, 18 settembre 2026 – Dopo anni di silenzio, il villaggio Eni di Borca di Cadore, nato per volontà di Enrico Mattei negli anni Cinquanta, riapre finalmente i battenti con un progetto di recupero che promette di ridargli vita. Un ritorno molto atteso: dall’hotel Boite alle ville immerse nel verde, passando per la storica spa e il parco avventura. Più di un semplice resort, è una comunità che conserva un pezzo importante della nostra storia ai piedi delle Dolomiti.

Villaggio Eni: rinascita tra storia e paesaggio

Negli anni Cinquanta, Enrico Mattei immaginò un posto diverso per i dipendenti Eni: non solo una vacanza, ma una vera e propria “città nel verde”, con strutture innovative per l’epoca e grande cura per l’architettura e l’ambiente circostante. Ancora oggi il villaggio si distingue nel cuore del Cadore, tra 280 ettari di boschi a 950 metri di quota. Il complesso comprende l’hotel Boite, le ville disegnate da Edoardo Gellner, il residence a gradoni e persino una chiesetta dedicata a San Giovanni Bosco. Tutto pensato per creare una comunità attiva e coesa.

Dopo anni in cui gran parte del villaggio è rimasto chiuso o abbandonato, il gruppo Cose Belle d’Italia – proprietario dal 2016 – ha messo in campo un programma che punta su eventi, restauri e cultura. “Non vogliamo soltanto aprire un hotel qualunque”, spiega Paolo Russo, responsabile della riapertura. “Vogliamo restituire uno spazio vivo dove si incontrano natura, memoria operaia e nuove energie”.

Arte, architettura e memoria industriale

Passeggiando lungo i sentieri che collegano le strutture si percepisce ancora quella tensione tra utopia industriale e natura montana che ha guidato la nascita del villaggio. La firma di Gellner si vede ovunque: finestre ampie per prendere la luce del mattino, travi a vista nelle villette pensate per le famiglie degli ingegneri Eni, la colonia estiva che ha accolto centinaia di bambini da tutta Italia. Gli interni sono rimasti in gran parte intatti. “Le camere conservano ancora quel profumo di legno e resina”, racconta Annalisa Marchi, ospite dell’hotel da pochi giorni.

Il villaggio Eni è anche una sorta di museo all’aperto. Negli anni Sessanta hanno lavorato qui artisti come Carlo Scarpa e Zoran Music; oggi molte opere – mosaici e installazioni mimetizzate tra i larici – restano visibili negli spazi comuni. Un patrimonio tutelato dalla Soprintendenza che segue da vicino i lavori nella chiesetta e nella spa.

Nuovi servizi e parco avventura

Con l’inizio della nuova stagione sono tornati operativi la spa, le sale comuni e soprattutto il parco avventura: un’area studiata per integrarsi senza stravolgere il paesaggio naturale. “Vogliamo attrarre famiglie e ragazzi”, spiega Sara Lavezzi, responsabile delle attività sportive. Ci sono percorsi tra gli alberi, zipline sopra i prati e una palestra all’aperto. Il ristorante offre cucina locale con orari flessibili. I prezzi? Si parte da 60 euro a notte in bassa stagione per una doppia fino a superare i 200 nei weekend invernali.

Gli abitanti del luogo guardano con interesse al ritorno della “colonia degli Eni”. Molti ricordano le estati rumorose degli anni Ottanta e il silenzio dopo la chiusura. Il rischio nostalgia è reale – ammette Russo – ma il piano prevede anche laboratori scolastici, incontri pubblici e mostre temporanee.

Un laboratorio sociale ai piedi delle Dolomiti

Il rilancio del villaggio Eni non è solo un investimento immobiliare: è un esperimento sociale che mette insieme memoria industriale e innovazione. Rimane intatta la visione originaria di Mattei: costruire una comunità capace di vivere in equilibrio tra montagne e modernità. “Qui si sente ancora lo spirito degli anni del boom economico”, osserva Andrea Rossetti, storico locale. “Ma questa è anche un’occasione per riflettere su turismo sostenibile e qualità della vita”.

Le prime prenotazioni arrivano soprattutto da gruppi organizzati: ex dipendenti Eni che tornano dopo decenni o famiglie provenienti da Milano o Padova alla ricerca della quiete del Cadore lontano dal caos delle grandi località alpine. Nel prossimo mese sono in programma concerti nel bosco e visite guidate alle architetture.

Così l’eredità di Mattei riprende vita sotto gli abeti veneti: il villaggio Eni, oggi come allora, è molto più di un hotel con spa. È un luogo con un’anima vera dove ogni edificio racconta una storia ancora tutta da scrivere.

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