Roma, 18 settembre 2026 – Da domani al prossimo 8 novembre torna Monumenti Aperti, l’evento che per otto settimane riaccende i riflettori su circa 800 monumenti sparsi in tutta Italia. Un’occasione che, come dicono gli organizzatori, coinvolgerà decine di città – grandi centri come Torino, Firenze, Napoli, Cagliari, ma anche borghi meno conosciuti – offrendo a cittadini e turisti la possibilità di scoprire angoli spesso dimenticati. L’edizione 2026 si concentra sul tema “Custodire la memoria” e propone un calendario fitto di visite guidate, laboratori e incontri.
Monumenti Aperti 2026: un viaggio tra memoria e territorio
Dai sotterranei di Benevento alle torri medievali di Sassari, passando per chiese, ex fabbriche e palazzi storici: quest’anno Monumenti Aperti mette in calendario un itinerario lungo tutta la penisola. L’evento – nato a Cagliari nel 1997 grazie all’associazione Imago Mundi – ha via via coinvolto centinaia di amministrazioni e migliaia di volontari. Solo lo scorso anno, spiegano gli organizzatori, i visitatori sono stati oltre 450mila. «Vogliamo che ogni comunità torni a conoscere la propria storia», racconta Fabrizio Frongia, responsabile nazionale del progetto. «Molti abitano vicino a un monumento senza sapere le storie più nascoste dietro quei muri».
La formula è sempre quella: apertura straordinaria e gratuita dei luoghi aderenti, con visite guidate condotte da studenti, associazioni culturali, archeologi e storici locali. In alcuni casi – come a Matera o Lecce – sarà possibile entrare in zone normalmente chiuse al pubblico. Solo allora si possono ammirare affreschi restaurati da poco, cripte mai viste o piccoli musei di quartiere.
Dal Nord al Sud: le tappe principali
Ogni fine settimana sarà dedicato a una provincia diversa. Si parte dal 19 al 22 settembre dalla Sardegna, con appuntamenti a Cagliari, Nuoro e Oristano; la settimana dopo toccherà al Piemonte con Torino e la Val di Susa. Sul sito ufficiale è disponibile la lista aggiornata dei partecipanti: ben oltre 90 Comuni confermati.
Tra i luoghi da non perdere segnaliamo il Castello Visconteo di Abbiategrasso (Milano), la Basilica di San Gavino a Porto Torres, il Teatro Romano di Gubbio e la Reggia di Portici (Napoli). Non mancheranno aperture speciali anche nei piccoli centri dell’Appennino umbro-marchigiano.
Studenti e volontari in prima linea
Uno degli aspetti più caratteristici dell’iniziativa resta il coinvolgimento delle scuole. Sono infatti più di 10mila gli studenti che vestiranno i panni degli “apprendisti ciceroni”. Alcuni li riconoscerete dai giubbotti rossi con il logo della manifestazione; altri accompagneranno i visitatori tra biblioteche storiche o chiese barocche. «Ci hanno dato fiducia», racconta Michela, liceale di Fano, «spiegare la nostra città ai visitatori ci fa sentire importanti».
Le amministrazioni comunali si occupano della logistica – permessi, sicurezza e trasporti –, mentre molte associazioni locali preparano brochure informative e attività per famiglie. In diverse località saranno organizzati laboratori per bambini e incontri con restauratori.
Un’occasione per turismo e cultura
Secondo una ricerca della Fondazione Symbola, nel 2025 il giro d’affari legato al turismo culturale in Italia ha superato i 12 miliardi di euro. Eventi come Monumenti Aperti sono una spinta reale per valorizzare territori meno battuti dal turismo tradizionale. «Spesso basta una visita per innamorarsi di un paese o decidere di tornarci», osserva Luca Ricci, assessore alla cultura del Comune di Ferrara.
Non solo città d’arte quindi: nel programma ci sono anche siti industriali dismessi – come le miniere di Montevecchio in Sardegna o la Cartiera Papale ad Ascoli Piceno – che raccontano storie diverse dai soliti itinerari museali.
Informazioni pratiche e prossimi appuntamenti
Per partecipare agli eventi di Monumenti Aperti non serve prenotare (eccetto rare eccezioni segnalate sul sito). Il calendario completo delle aperture con orari aggiornati è consultabile su www.monumentiaperti.it. Ogni settimana verranno pubblicate foto degli eventi più importanti e testimonianze dei volontari.
Nei prossimi giorni partirà anche una campagna social con l’hashtag #monumentiaperti2026: sono previsti collegamenti in diretta da alcuni siti speciali e interviste a chi partecipa all’iniziativa.
Al termine dell’8 novembre sarà possibile lasciare un feedback sull’esperienza. Ma – dicono gli organizzatori – il vero successo è vedere bambini, studenti e famiglie passeggiare nei cortili dei palazzi storici o fermarsi davanti a una statua mai notata prima. Perché «solo custodendo la memoria», ripetono spesso i promotori del progetto, «possiamo davvero pensare al futuro».