Mahé, 18 settembre 2026 – Tra le montagne granitiche di Mahé, le fitte foreste di Praslin e le baie nascoste di La Digue, le isole Seychelles restano una delle destinazioni preferite per chi ama la natura e cerca sentieri poco frequentati e panorami ancora intatti. Con l’arcipelago che si prepara a vivere il picco di visitatori nella stagione secca, cresce l’interesse per i nuovi itinerari naturalistici che invitano a scoprire questi angoli dell’Oceano Indiano con occhi diversi, lontano dal solito turismo balneare.
Il fascino aspro di Mahé: salite e panorami inattesi
Mahé è il cuore amministrativo delle Seychelles e ospita la capitale Victoria, ma basta allontanarsi dal porto e dal mercato del pesce per trovare un paesaggio che cambia in fretta. La strada si fa ripida verso l’entroterra, fiancheggiata da massicci di granito coperti da una vegetazione che sembra una foresta pluviale. Poco dopo Sans Souci Road, punto di partenza per molti trekking, i locali consigliano di affrontare la salita verso il Morne Seychellois National Park. «Partire all’alba è meglio, la luce filtra tra gli alberi e si sente solo il richiamo degli uccelli», racconta Alain, guida escursionistica di Bel Ombre.
Il percorso più frequentato arriva fino alla cima del Morne Blanc. Da qui si domina una terrazza naturale da cui si vedono spiagge bianchissime e – quando il cielo è terso – le sagome delle altre isole all’orizzonte. «Qui capita spesso di vedere il bulbul delle Seychelles o scorgere orchidee selvatiche», aggiunge Alain. I cartelli informativi non mancano, anche se la segnaletica resta essenziale: il parco vuole mantenere un approccio “low impact”, senza chioschi o barriere vistose.
Praslin, la foresta delle leggende e dei semi giganti
Prendere il traghetto da Victoria (partenza alle 8 del mattino, biglietto intorno ai 60 euro) e arrivare a Praslin significa entrare in un’altra dimensione. Il ritmo rallenta e il verde diventa più fitto. Tutto merito della Vallée de Mai, riserva dichiarata Patrimonio Unesco nel 1983, casa della rara palma Coco de Mer. «Ogni seme può pesare più di 20 chili ed è la pianta simbolo delle Seychelles», spiega Marie-Anne Samson, biologa che guida i gruppi lungo i sentieri.
Il percorso principale attraversa una foresta primordiale dove l’umidità si sente addosso e le foglie creano giochi di luce quasi magici. Durante la camminata si possono avvistare piccoli gechi verdi e rari piccioni blu. I visitatori spesso si fermano sotto le palme giganti per fotografare i semi a forma di doppia noce – «un souvenir vietato: non si possono esportare» scherza Marie-Anne – e ascoltare storie legate alle leggende locali.
La Digue, baie remote e bici lungo strade sabbiose
Si raggiunge solo in barca (45 minuti da Praslin), ma La Digue è perfetta per chi vuole un turismo lento. Qui ci si sposta in bicicletta: poche auto, strade sterrate e una sensazione che il tempo scorra più piano. L’isola è famosa per le sue spiagge, ma offre anche brevi sentieri immersi nella foresta costiera che portano a baie tranquille come Anse Cocos o Grand Anse. «Dopo una pedalata sotto il sole arrivi in posti dove senti solo il rumore delle onde», racconta Robert, pescatore nato sull’isola.
Le rocce levigate dal vento creano uno scenario che cambia colore durante la giornata. A volte si vedono tartarughe di terra (alcune vivono vicino al L’Union Estate Park), mentre nelle ore meno affollate qualcuno si ferma per un bagno veloce o per ascoltare storie raccontate dagli anziani seduti sulle verande.
Consigli pratici per chi vuole esplorare oltre le spiagge
I sentieri segnalati sono percorribili tutto l’anno, anche se tra dicembre e febbraio qualche pioggia può renderli scivolosi – meglio portare scarpe chiuse e una borraccia. Per spostarsi tra le isole ci sono traghetti (da Mahé a Praslin circa 1 ora) e piccoli taxi condivisi. L’ingresso ai parchi come Vallée de Mai o Morne Seychellois prevede un ticket giornaliero (tra 15 e 25 euro a persona).
Chi vuole vivere davvero l’esperienza locale può scegliere alloggi gestiti da famiglie del posto: qui spesso la colazione include frutta fresca raccolta al mattino o marmellate fatte in casa. Un modo – dicono gli operatori turistici – per sostenere l’economia locale senza lasciare tracce troppo evidenti del passaggio dei visitatori. Così, tra sentieri nella giungla e tuffi nelle baie cristalline, le Seychelles mostrano un volto meno turistico ma autentico.