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Carloforte, l’antica pesca del tonno secondo la tradizione fenicia sull’isola di San Pietro

Giulia Ruberti by Giulia Ruberti
10 Ottobre 2026
in Destinazioni
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Destinazioni

Carloforte, 10 ottobre 2026 – Carloforte, piccolo comune sull’isola di San Pietro, a pochi passi dalla costa sud-occidentale della Sardegna, continua a farsi notare nel mondo per la sua antica passione: la pesca del tonno. Ogni primavera, pescatori e famiglie si ritrovano sulle banchine per portare avanti una tradizione che affonda le radici in secoli di storia e che, ancora oggi, scandisce la vita dell’isola.

L’antica mattanza del tonno: un rito che unisce

All’alba, quando l’aria salmastra è ancora fresca, uomini e donne di Carloforte si dirigono verso le tonnare. È proprio a maggio che prende vita la mattanza, una vera e propria cerimonia di pesca al tonno con metodi tramandati da generazioni. Le barche colorate si sistemano intorno alle reti calate il giorno prima. I tonnarotti – così chiamano i pescatori locali – lavorano fianco a fianco, guidati dall’occhio attento del rais, il capo pesca. Non è un titolo ereditario: si conquista sul campo, con esperienza e dedizione.

“Avevo dieci anni quando mio padre mi portò per la prima volta,” racconta Gianni Calcagno, uno dei veterani della tonnara di San Pietro. “Qui non è solo lavoro: c’è rispetto per il mare e per il pesce. Senza quello, non prendi niente”. Ogni gesto segue un ritmo preciso, quasi sacro: il richiamo dei gabbiani, le voci interrotte dal rumore delle onde. La tensione sale mentre le reti si chiudono. Solo allora, all’ultimo comando sospeso nel silenzio, la mattanza prende forma.

Una tradizione antica che resiste al tempo

La tecnica della tonnara non nasce qui a Carloforte ma arriva dal Mediterraneo orientale. Furono i tabarchini – discendenti dei liguri trasferitisi dall’isola tunisina di Tabarka nel XVIII secolo – a portarla sull’isola. Da allora poco è cambiato: le reti vengono calate tra fine aprile e inizio estate. Il ciclo naturale del tonno, che risale queste acque per riprodursi, detta i tempi degli abitanti.

Oggi, secondo i dati della Cooperativa Pescatori di Carloforte, si pesca circa 150 tonnellate l’anno. Un numero inferiore rispetto al passato; limiti severi imposti dalle regole sulla pesca sostenibile hanno ridotto le catture. “Le quote sono cambiate parecchio negli ultimi dieci anni,” spiega Marco Sanna della cooperativa locale. “Rispettiamo le regole perché sappiamo bene che senza tonni qui non c’è futuro”.

Un’identità costruita attorno al tonno

Nei giorni della pesca il profumo di tonno fresco invade le strade del paese. Il mercato si anima: pesce fresco disposto ordinatamente lungo via XX Settembre, conserve fatte a mano nei laboratori sul porto. Nei ristoranti si celebra questo tesoro con piatti tipici – “tonno alla carlofortina”, tartare, bottarga – un patrimonio gastronomico apprezzato ben oltre i confini isolani.

Ogni giugno torna il Girotonno, festival internazionale dedicato al pesce simbolo dell’isola. Chef da tutta Europa arrivano insieme a curiosi e appassionati. “Per noi è soprattutto un modo per raccontare la nostra storia,” dice Anna Ferrando, organizzatrice del festival. E aggiunge: “La gente viene per mangiare bene certo, ma anche per capire cosa c’è dietro ogni piatto: fatica, rispetto e un legame forte con questo territorio”.

Le sfide del futuro tra sostenibilità e turismo

Negli ultimi anni la pressione globale e i cambiamenti climatici hanno imposto una riflessione profonda a Carloforte. I pescatori ora collaborano strettamente con biologi marini e autorità locali per tenere d’occhio lo stato delle popolazioni di tonno rosso, come spiegano gli esperti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna.

Il turismo in crescita è una grande occasione ma anche una sfida da affrontare con attenzione. “Non vogliamo diventare solo una cartolina senza sostanza,” ammette Andrea Piccioni, assessore comunale al turismo. “Serve equilibrio tra tutela dell’ambiente e sviluppo economico”. Per questo le escursioni alle tonnare sono pensate in piccoli gruppi con orari rigorosi; gli operatori turistici hanno adottato codici di comportamento per limitare l’impatto sull’ecosistema.

Carloforte resta così un laboratorio aperto dove passato e presente camminano insieme. Sul molo, intorno alle undici del mattino, gli anziani continuano a raccontare – a chi vuole ascoltare – storie di mare e fatica vera. E proprio da lì passa il futuro della tradizione: nel rispetto dei tempi lunghi della natura e nella cura di una comunità che ha fatto del tonno il suo cuore pulsante.

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