Cosenza, 20 ottobre 2026 – In Calabria, terra da sempre sinonimo di mare e vacanze estive, si guarda ormai oltre la stagione balneare. Amministratori e operatori del settore puntano a costruire un’offerta che duri tutto l’anno, sfruttando cammini, ciclovie e la riscoperta dei piccoli borghi. L’obiettivo? Spezzare la stagionalità del turismo e valorizzare le ricchezze culturali e naturali dell’entroterra.
Cammini e ciclovie: la nuova Calabria da scoprire
Dal cuore del Parco Nazionale della Sila alle piste ciclabili che si snodano lungo la costa dei Cedri, la Calabria si sta attrezzando per accogliere chi cerca esperienze diverse dal classico mare. «C’è una domanda che cresce, persone vogliono vivere la Calabria in modo diverso», racconta Paola Talarico, a capo della rete dei cammini calabresi. Non solo trekking: le ciclovie stanno cambiando non solo il paesaggio ma anche il modo di vivere degli abitanti, come raccontano gli operatori di strutture aperte tutto l’anno a Morano Calabro e Gerace.
I numeri sono ancora modesti rispetto alle località di mare in estate, ma qualcosa si muove davvero: «Tra aprile e settembre abbiamo registrato un +20% nelle presenze sui sentieri», dice Talarico. E spesso sono proprio i piccoli paesi a raccogliere i frutti di questo interesse.
Borghi autentici tra tradizioni e futuro
A Scilla, sul Tirreno, ma anche a Stilo e Civita, i turisti ritrovano borghi storici spesso dimenticati dal turismo di massa. Qui il turismo lento non è un semplice slogan: tra vicoli acciottolati spuntano laboratori artigiani, forni antichi ancora in funzione e piccoli musei sparsi nel tessuto urbano. «La gente vuole storie, non solo scattare belle foto», spiega Giovanni Russo, sindaco di Civita. La vera sfida, secondo lui, è tenere i giovani nei borghi. «Se il turismo cresce tutto l’anno, qui si può lavorare senza dover partire».
Anche i dati danno un segnale positivo: un report di Unioncamere Calabria mostra che negli ultimi due anni sono aumentate del 13% le aperture di b&b e ristoranti nelle zone interne rispetto al 2024. Ma serve coordinamento: gli esperti avvertono che iniziative isolate rischiano di rimanere spot senza impatto duraturo.
Digitale e investimenti per spingere il cambiamento
Per far decollare questo turismo più distribuito nel tempo, la Regione ha messo in campo nuovi fondi europei destinati alla promozione digitale delle zone meno conosciute e al recupero degli immobili abbandonati. L’assessore Fausto Caputo sottolinea come «la nuova programmazione punti sulla digitalizzazione dell’offerta e su infrastrutture leggere», come segnaletica intelligente e servizi dedicati ai camminatori. Iniziative social affidate a giovani calabresi tornati dall’estero dimostrano che anche il capitale umano comincia a muoversi.
Le difficoltà restano: la rete ferroviaria interna è fragile, molti sentieri hanno bisogno di manutenzione. «La domanda cresce più in fretta dell’offerta», ammette Caputo. Ma il trend sembra ormai avviato.
Enogastronomia e sostenibilità come pilastri
Un punto forte della nuova Calabria turistica resta la cucina locale. In provincia di Crotone, ristoranti familiari offrono degustazioni di vini autoctoni come Greco di Bianco o Gaglioppo insieme a formaggi e salumi tipici. «I visitatori vogliono capire come si fa il pane o il pecorino, non solo assaggiarli», spiega Maria Falcone della fattoria didattica di Santa Severina. La Camera di Commercio di Catanzaro segnala che quasi il 30% dei turisti fuori stagione ha partecipato a laboratori gastronomici o visite in cantina nell’ultimo anno.
Sul fronte sostenibilità gli operatori locali sono sempre più attenti: incentivi contro la plastica monouso, raccolta differenziata potenziata nei piccoli comuni e progetti di riforestazione nelle aree colpite dagli incendi del 2025 sono solo alcune delle iniziative in corso.
Il futuro è una Calabria da vivere tutto l’anno
L’obiettivo – ribadito anche in un dossier recente di Legambiente – è fare della Calabria una meta da visitare “tutto l’anno”, capace di attirare famiglie o viaggiatori solitari anche in primavera o autunno. Ci vorrà tempo, dicono gli addetti ai lavori. Ma ormai è chiaro: la destagionalizzazione non è più solo teoria ma una strada concreta per ridisegnare il volto turistico della regione. Forse meno rumorosa dell’estate sulle spiagge di Tropea; sicuramente più vera per chi vuole scoprire una Calabria da vivere con calma e attenzione.