Castelli Aperti Friuli Venezia Giulia: debutto esclusivo del Castello di Valvasone il 3 e 4 ottobre

Simona Carlini

5 Settembre 2026

Udine, 5 settembre 2026 – I castelli e i borghi del Friuli Venezia Giulia torneranno a prendere vita sabato 3 e domenica 4 ottobre con “Castelli Aperti”, l’evento promosso dal Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia. Per la prima volta, tra i protagonisti spicca anche il Castello di Valvasone. Due giorni dedicati a esplorare dimore storiche di solito chiuse al pubblico, con visite guidate, incontri e racconti che affondano le radici tra Medioevo e Ottocento.

Ventitré castelli pronti ad aprire le loro porte

Chi vorrà potrà visitare ben ventitré castelli, sparsi nelle quattro province della regione: Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste. Gli orari sono più o meno gli stessi – dalle 10 alle 18 – anche se, avvertono gli organizzatori, ogni castello ha le sue regole di accesso. Tra i nomi più noti ci sono il Castello di Duino, quelli di Strassoldo di Sopra e di Sotto, il maniero di Villalta, la rocca di Arcano Superiore e la fortezza di Colloredo di Monte Albano. Non mancano la villa fortificata di Toppo Wassermann e il castello di Cordovado.

A questa lista si aggiunge quest’anno per la prima volta il Castello di Valvasone, in provincia di Pordenone, che proporrà percorsi guidati speciali: dalla corte rinascimentale ai camminamenti sulle mura. “Finalmente si potrà scoprire un luogo che fino a poco tempo fa era riservato a pochi”, ha detto Giorgio Chiozza, presidente del Consorzio, durante la presentazione ufficiale ieri mattina a Udine.

Tra armature antiche e storie da ascoltare

Girando tra le stanze si sente davvero il peso della storia. In diversi castelli ci saranno esposizioni di armature, arredi d’epoca e manoscritti preziosi, con guide in costume che racconteranno aneddoti locali e vicende familiari. Al Castello di Valvasone, per esempio, si potrà vedere la cappella privata con affreschi del Quattrocento e il famoso organo del Settecento, uno degli strumenti più antichi ancora funzionanti in regione. “Non potevamo lasciarci sfuggire questa occasione proprio quest’anno”, racconta al telefono Anna Maria Pancini, una delle eredi della famiglia proprietaria.

A Strassoldo di Sopra è stato allestito un percorso tra i giardini all’inglese e le stanze private. Il Castello di Villalta esporrà documenti originali sulla sua ricostruzione dopo il terremoto del 1976. Mentre ad Arcano Superiore sarà possibile visitare mostre fotografiche sulle famiglie che hanno abitato quelle stanze ora vuote.

Prenotazioni obbligatorie: posti limitati

Le visite saranno a numero chiuso e bisognerà prenotare sul sito ufficiale (www.consorziocastelli.it). Gli organizzatori spiegano che le richieste stanno già arrivando a ritmo serrato: lo scorso anno hanno superato le 8.500 presenze totali. “Il trend è in crescita, puntiamo a superare i 10mila visitatori”, ha commentato Chiozza. Il prezzo varia da castello a castello – generalmente dai 7 ai 10 euro – ma per alcune residenze private l’ingresso è gratuito per i bambini sotto i 14 anni o per chi abita nel Comune.

Va segnalato che non sono ammessi animali domestici all’interno dei manieri e che nelle sale principali è vietato scattare fotografie: una regola severa per proteggere arredi e opere d’arte da foto indiscriminate.

Un impulso al turismo culturale fuori stagione

Per gli amministratori locali questa iniziativa è un’occasione importante per il turismo culturale nei mesi meno frequentati. “In autunno molti borghi si svuotano – spiega Francesca Sclauzero, assessora regionale al Turismo – invece in quei giorni c’è un bel movimento anche nei ristoranti del centro”. Nel 2025 si sta già pensando di estendere l’iniziativa anche alla primavera.

Parallelamente sono previste visite guidate nei centri storici vicini e degustazioni enogastronomiche con prodotti tipici friulani: dal prosciutto San Daniele ai vini delle Grave. Alcuni castelli ospiteranno concerti di musica antica al tramonto o presentazioni di libri dedicati alle famiglie storiche della regione.

Il programma completo è consultabile sul sito del Consorzio, dove si trovano anche tutte le informazioni su prenotazioni e orari aggiornati. “Vogliamo far capire che questi luoghi non sono solo immagini sui libri – conclude Chiozza – ma spazi vivi e parte della comunità”.

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