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Castello Ruspoli a Vignanello: il gioiello storico vicino Roma torna a splendere con i fondi PNRR

Silvana Lopez by Silvana Lopez
9 Luglio 2026
in Storie
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Storie

Vignanello, 9 luglio 2026 – Un luogo che si rinnova senza dimenticare il passato: a Vignanello, nel cuore della Tuscia viterbese, il vecchio complesso monumentale, custode di secoli di vita paesana, ha finalmente riaperto le sue porte. Merito dei fondi del Pnrr, un’opportunità colta al volo dal Comune che ora offre a cittadini e turisti la possibilità di immergersi, tra archi e cortili, nell’atmosfera di un’epoca lontana. Dopo un lungo periodo di chiusura per lavori e sicurezza, il sito è visitabile dal venerdì alla domenica, con un calendario già ricco di eventi.

Fondi Pnrr: un restauro che guarda avanti

Sono stati spesi 1,2 milioni di euro, messi a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per rimettere a nuovo il complesso. Si è lavorato su tetto, facciate e interni con attenzione maniacale. «Era un sogno che inseguivamo da anni», ha detto il sindaco Andrea Landini ieri mattina, durante la cerimonia di riapertura. Non solo sicurezza, ma anche rispetto per ogni dettaglio: dai pavimenti in cotto alle volte affrescate non si è toccato nulla fuori posto. Alla fine dei lavori l’entusiasmo degli amministratori è palpabile: «Restituiamo a Vignanello un pezzo importante della sua memoria», ha sottolineato l’assessore alla cultura Francesca Belli.

Un salto indietro nel tempo ogni weekend

Le visite guidate – organizzate insieme alle associazioni del posto – portano gruppi fino a 15 persone tra i luoghi più antichi del complesso: il chiostro, la cappella e le antiche cucine. L’ingresso è possibile dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, sempre su prenotazione. Per ora non si paga il biglietto, anche se il Comune invita a lasciare un contributo libero per sostenere le attività. Il primo fine settimana ha superato ogni aspettativa: sabato più di cinquanta persone in fila sotto il caldo sole estivo.

Sabato 11 luglio: teatro e musica per una serata da non perdere

Sabato sera sarà la notte più attesa. Alle 20.30 nel cortile principale andrà in scena uno spettacolo dedicato alla contessa Giulia Farnese, figura storica e mecenate del paese. La compagnia “Sipari Aperti” propone una performance che mescola racconto e musica dal vivo. Il regista Mauro De Santis racconta: «La sfida è stata far parlare questi muri», riferendosi agli aneddoti legati ai saloni appena restaurati. Dopo lo spettacolo toccherà all’arpista viterbese Elisa Tomassini accendere l’atmosfera musicale della serata. I posti sono cento, tra platea e loggiato superiore.

Un colpo d’ossigeno per la comunità e il turismo locale

Per Vignanello questa riapertura significa una vera svolta, lo dicono commercianti e residenti. Chi vive vicino al complesso parla di «una piazza finalmente viva anche in piena estate». I bar sotto i portici hanno visto crescere gli incassi del 30% rispetto allo scorso anno nello stesso periodo. Albergatori e ristoratori guardano con speranza al futuro: «Se continueranno con questa programmazione culturale anche a settembre – spiega Luciano Fabbri della Locanda Farnese – potremo contare su un pubblico diverso dal solito».

Il sindaco Landini ha già in mente i prossimi passi: mostre temporanee nei saloni restaurati e laboratori didattici per le scuole locali. Nel progetto c’è anche una collaborazione con l’Università della Tuscia per allestire una piccola esposizione permanente sui reperti storici trovati nel territorio negli ultimi anni.

Un esempio concreto di rigenerazione con i fondi europei

Il recupero di Vignanello si inserisce nella serie di interventi finanziati dal Pnrr dedicati ai borghi italiani. Secondo il Ministero della Cultura sono oltre 250 i cantieri avviati in piccoli centri sotto i 5mila abitanti. E dai primi numeri sulle presenze emerge un interesse crescente verso forme di turismo lento e sostenibile.

Chi passerà da queste parti nelle prossime settimane potrà scoprire non solo una pagina riscoperta della storia locale ma anche l’impatto reale delle politiche europee sulle piccole comunità italiane. A Vignanello, come hanno detto alcuni giovani volontari all’ingresso ieri, «si ricomincia da qui».

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