Città del Messico e Aeroporto a Rischio Subsidenza: Affondano di 30 cm l’Anno, Allarme NASA

Giulia Ruberti

9 Luglio 2026

Città del Messico, 9 luglio 2026 – Da anni Città del Messico convive con un problema che va ben oltre i bollettini del tempo: la subsidenza del suolo. Non è solo un dato tecnico, ma una questione che impatta la vita di milioni di persone e mette a dura prova le infrastrutture vitali della città, in particolare l’aeroporto internazionale Benito Juárez.

Un rischio concreto per l’aeroporto della capitale

Secondo la NASA, la situazione è tutt’altro che sotto controllo. Un rapporto recente dell’agenzia americana mette in allarme: l’aeroporto – che nel 2025 ha visto passare oltre 47 milioni di passeggeri – è tra le strutture più vulnerabili al mondo rispetto a questo fenomeno. In alcune zone, il terreno si abbassa fino a 30 centimetri all’anno, una cifra che può mettere seriamente in pericolo piste, terminal e impianti di sicurezza.

Il suolo si abbassa più in fretta di quanto possiamo riparare con i lavori di manutenzione,” spiega Jaime Andrade, ingegnere civile dell’Università Nazionale Autonoma del Messico, che segue da vicino questa emergenza. Negli ultimi dodici mesi, fanno sapere dall’aeroporto, sono stati necessari interventi straordinari per sistemare crepe e avvallamenti visibili anche a occhio nudo, soprattutto sulla pista 05R/23L.

Le cause: falde sotterranee e urbanizzazione spinta

La risposta sta nella storia stessa della città. Città del Messico è sorta sull’antico lago di Texcoco, progressivamente prosciugato per far posto alla crescita urbana. Il risultato? Un terreno instabile, fatto di argilla e sedimenti facilmente comprimibili — un dettaglio che spesso sfugge ai cittadini.

Sotto c’è acqua, fango e tanta storia. E si sente ogni giorno,” racconta Ana López, tassista da vent’anni mentre attraversa il quartiere Venustiano Carranza. A peggiorare la situazione ci si mette anche il pesante prelievo d’acqua dalle falde sotterranee, indispensabile per sostenere una metropoli che conta quasi 22 milioni di abitanti nell’area urbana.

Impatti sulla quotidianità e rischi futuri

Non è solo un problema tecnico o infrastrutturale. La subsidenza si fa sentire sulla pelle dei residenti: edifici che si inclinano, strade che cedono improvvisamente, tubature d’acqua ed elettricità che si spezzano o deformano. A farne esperienza sono soprattutto chi abita vicino allo scalo aeroportuale — quartieri come Balbuena e Moctezuma — dove le crepe sui muri o i dislivelli nei marciapiedi sono ormai all’ordine del giorno.

Le autorità municipali non nascondono le difficoltà: “Riceviamo decine di segnalazioni ogni giorno,” spiega Armando Rosas, responsabile dei lavori pubblici nel municipio. Ma il rischio più serio resta quello per l’aeroporto stesso: un cedimento strutturale potrebbe bloccare voli nazionali e internazionali con conseguenze economiche pesanti per tutto il paese.

Le proposte degli esperti: prevenire o convivere?

Il confronto tra esperti e amministratori resta acceso. C’è chi propone interventi massicci per consolidare il terreno sotto le infrastrutture critiche — praticamente ‘iniettando’ materiali resistenti nelle zone più deboli — mentre altri puntano a una gestione più rigorosa delle falde acquifere e a un uso dell’acqua meno sprecone. Ma come ammette anche la direzione dell’aeroporto, soluzioni rapide o definitive non ci sono.

Stiamo sempre cercando di correre dietro a un problema che cresce ogni anno,” riconosce Alicia Barragán, portavoce dello scalo internazionale. Intanto anche le assicurazioni mostrano preoccupazione: alcune polizze stanno già aumentando i premi proprio per questo rischio legato alla subsidenza.

Un fenomeno monitorato a livello globale

La NASA tiene d’occhio questo fenomeno grazie ai satelliti (in particolare con i dati Sentinel-1), inserendo Città del Messico tra i casi più significativi insieme a Giacarta e certe zone della California centrale. Nel rapporto pubblicato a giugno 2026 si legge chiaramente: “il livello di rischio raggiunto nella capitale messicana richiede attenzione e collaborazione internazionale”.

Solo così — dicono gli esperti — si potrà davvero provare a frenare quel fenomeno che ogni giorno piega letteralmente la metropoli sotto i suoi piedi. Fino ad allora, la città e il suo aeroporto restano sospesi su un terreno fragile e in continuo movimento.

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