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Dolomiti Bellunesi: Scopri la Natura e l’Arte Tra Misurina e il Cadore Oltre le Olimpiadi di Cortina

Silvana Lopez by Silvana Lopez
16 Gennaio 2026
in Storie
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Storie

Cortina d’Ampezzo, 16 gennaio 2026 – Il conto alla rovescia per i Giochi Olimpici Invernali entra nella sua fase decisiva. Nel cuore delle Dolomiti venete, la regione si prepara ad accogliere non solo atleti e delegazioni, ma anche migliaia di appassionati e visitatori. Ma c’è chi non si accontenta delle gare e cerca un volto meno scontato delle montagne pallide. Nei giorni e mesi prima della cerimonia inaugurale, Cortina d’Ampezzo e i suoi dintorni offriranno occasioni nuove a chi vuole scoprire il territorio senza correre contro il tempo o rincorrere un podio.

Le Dolomiti venete: un tesoro da esplorare fuori dai riflettori

Le Dolomiti, con le loro cime famose come le Tofane, il Cristallo e le Cinque Torri, saranno il palcoscenico delle competizioni olimpiche. Ma lontano dagli impianti, ci sono spazi meno frequentati che conservano un fascino tutto loro. «Il bello di queste montagne», spiega Giulia Menardi, guida alpina del posto, «è nelle valli laterali, nei sentieri che si arrampicano piano verso rifugi nascosti». Percorsi come quello per raggiungere Malga Federa o le passeggiate al Lago Ghedina sono un richiamo per chi cerca silenzio e paesaggi ancora intatti. Qui il tempo sembra rallentare, soprattutto all’alba, quando la neve scricchiola sotto gli scarponi e la valle è ancora immersa nel sonno.

Oltre lo sci: cultura e benessere sulle Dolomiti

Non c’è solo lo sci. A Cortina si possono provare percorsi con le ciaspole, discese in slittino o passeggiate sulla neve battuta, alcune anche dopo il tramonto con lanterne accese e soste nei masi per gustare una tazza di cioccolata calda. La cultura trova spazio in piccoli musei come quello d’Arte Moderna “Mario Rimoldi” o nei laboratori artigianali di scultura su legno, una tradizione antica dell’Ampezzo. «Sta crescendo l’interesse dei visitatori per la storia locale», racconta Lucia De Toni, della Pro Loco di San Vito di Cadore, «specialmente tra le famiglie». Per chi vuole rilassarsi non mancano terme alpine e spa con vista sulle Tofane che offrono trattamenti a base di fieno, erbe di montagna e acqua sorgiva.

I sapori autentici dei rifugi e delle baite

L’enogastronomia è uno dei motivi più forti che spingono molti a tornare qui anno dopo anno. Nei rifugi, lontano dal caos delle piste, il menu segue i prodotti della stagione: casunziei con ripieno di rapa rossa, polenta morbida con capriolo o selvaggina in umido. «D’inverno proponiamo quasi solo piatti della tradizione», racconta Hans Fiori, chef della baita Ra Stua, dove si comincia a servire già dalle 11 del mattino. Il profumo dello strudel appena sfornato si diffonde tra i tavoli in legno grezzo mentre fuori si intravede il passaggio discreto degli animali selvatici. I prezzi? Un pranzo completo costa dai 20 ai 35 euro a persona, vino escluso.

Eventi fuori dal coro e notti da guardare in su

A due passi dagli impianti olimpici si susseguono appuntamenti pensati per chi cerca emozioni fuori dalle gare. Concerti di musica classica nelle chiese di montagna – il prossimo sabato alle 18 alla Chiesa di San Francesco – oppure serate dedicate all’osservazione delle stelle grazie alla collaborazione con l’Osservatorio Astronomico del Col Druscié. «Nelle notti più limpide», ricorda l’astrofilo Paolo Bortoluzzi, «si riescono a vedere persino alcune galassie a occhio nudo». Da fine gennaio sarà attivo un servizio navetta gratuito che collegherà i principali punti panoramici con il centro di Cortina.

Sostenibilità al centro del grande evento

La parola d’ordine durante i Giochi sarà la sostenibilità ambientale. Diverse associazioni locali – tra cui Legambiente Veneto e Dolomiti Contemporanee – hanno messo in campo campagne per spingere all’uso del trasporto pubblico e favorire spostamenti più “leggeri”. «Vogliamo proteggere questo patrimonio naturale garantendo ospitalità a tutti», spiega Alessandra Moreschi del Comune di Cortina. Alcuni parcheggi saranno chiusi nei giorni più affollati; si punterà su biciclette elettriche, car sharing e percorsi pedonali protetti.

Solo così – lontani dalla confusione e dai flash – si potrà capire davvero lo spirito delle Dolomiti venete: fatto di incontri semplici, scorci silenziosi e tradizioni che restano vive anche dopo lo spegnersi delle luci olimpiche.

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