Porto Ercole, 23 luglio 2026 – Sotto il sole di luglio, Monte Argentario torna a essere uno dei luoghi più gettonati dal jet set internazionale. Da lontano, questo promontorio della Maremma grossetana sembra ancora una roccia aspra, popolata da gabbiani, qualche delfino che rompe la superficie e antiche fortezze spagnole. Ma dietro quell’aspetto ruvido, sono tanti – regine, attori, imprenditori e giovani ereditieri – a scegliere da mesi di attraccare qui le loro barche. E a vivere giornate scandite da abitudini precise: pranzi lenti, pause in spiaggia, cene che si allungano fino a notte.
Il ritorno dell’approdo dei pirati
Un tempo rifugio prediletto dai corsari – raccontano gli storici – oggi Porto Ercole ha cambiato volto, senza però dimenticare le sue radici. Gli yacht bianchi si alternano alle barche dei pescatori, mentre i vicoli del borgo vecchio si animano con lingue diverse, tra risate e brindisi dopo il tramonto. Sotto la Rocca Spagnola, i tavolini di piazza Santa Barbara cominciano a riempirsi già dalle sette di sera: qui si danno appuntamento volti noti come la principessa Anna di Borbone, attesa per il weekend.
Ma lo spirito resta quello di sempre: la privacy è sacra. Lo conferma Andrea Mazzini, proprietario del bar storico sul porto: “Da noi la discrezione vale più dell’oro. Chi arriva sa che non finirà suo malgrado sui social”.
Ristoranti e indirizzi che contano
La stagione 2026 sta vedendo il ritorno degli habitué – insieme a qualche novità. Tra i ristoranti più richiesti, c’è il Pellicano (via Tagliata, menù degustazione a 140 euro), locale con stella Michelin dove non è raro incontrare star internazionali: pochi giorni fa è stato visto Leonardo DiCaprio, giacca blu sulle spalle e sorriso aperto.
Poi c’è il Convento, con la sua terrazza affacciata su Cala Galera, che propone pesce locale a prezzi più abbordabili (antipasti da 24 euro). E ancora Il Gambero Rosso, famoso per la sua frittura di paranza. “Quest’anno le prenotazioni sono arrivate già a febbraio”, confessa la chef Paola Ferretti. Prenotare è d’obbligo soprattutto nei weekend di luglio e agosto.
Non mancano le sorprese: ha aperto da poco un bistrot gestito da una giovane coppia romana, con pane fatto in casa e verdure fresche dell’orto vicino. L’indirizzo resta un segreto tra chi frequenta l’Argentario fuori stagione.
Mare, immersioni e relitti nascosti
L’attrazione principale dell’Argentario resta il mare. Non solo per le spiagge raggiungibili a piedi – Feniglia e Giannella – ma anche per le baie nascoste accessibili solo via barca. Negli ultimi anni stanno tornando di moda le immersioni tra i relitti: a pochi metri dalla costa di Cala Grande si trova quello del piroscafo San Francesco (affondato nel 1943). Le guide locali raccontano che qui si radunano piccoli banchi di barracuda.
Per chi preferisce restare in superficie, il noleggio di gommoni parte da 120 euro al giorno. Le compagnie raccomandano di tornare entro le 18: “Il mare può cambiare in fretta”, avvertono i turisti. Ma molti ammettono che l’emozione più grande è fermarsi in rada al tramonto, ascoltando solo il rumore delle onde e qualche brindisi sommesso.
Chi torna e chi arriva
I numeri del turismo parlano chiaro: tra giugno e luglio sono aumentate del 20% le presenze straniere rispetto all’anno scorso, secondo l’ufficio turistico dell’Argentario. Inglesi, francesi e tedeschi si mescolano ai clienti romani di sempre. Ma sono i giovani – spesso in gruppi numerosi – a riempire le spiagge libere nelle prime ore del mattino.
Chi cerca festa va sui bar del porto fino alle due; chi preferisce pace trova rifugio nei piccoli hotel vista mare o nelle case affittate mesi prima. E ogni tanto spuntano anche i “vecchi pirati”: marinai in pensione che giocano a carte davanti alla chiesa di Sant’Erasmo.
Perché l’Argentario resta un caso
Alla domanda “perché proprio qui?”, la risposta si perde tra natura aspra, servizi discreti e un equilibrio difficile da trovare altrove. I prezzi non sono per tutti: una cena con vista può superare i 200 euro in due; una settimana in hotel di charme tocca anche i 3mila euro. Eppure chi torna – o arriva per la prima volta – sembra pronto a pagare quel prezzo.
Forse è questione di atmosfere che cambiano con le stagioni; forse solo nostalgia di tempi più semplici: un panino al porto, un bagno all’alba e una promessa sussurrata davanti al mare.