Festa di Primavera 25 Aprile: Viaggio Storico in Treno a Vapore da Siena a Castiglione d’Orcia

Simona Carlini

21 Aprile 2026

Siena, 21 aprile 2026 – Si parte alle 8.50 dalla stazione centrale di Siena, attraversando le suggestive Crete Senesi, per arrivare puntuali alle 11.15 nel cuore di Castiglione d’Orcia. È il Treno Natura, la storica locomotiva a vapore della Fondazione FS che torna in corsa sulla linea della Val d’Orcia in occasione della Festa di Primavera. L’appuntamento è per il prossimo 25 aprile: un viaggio fuori dal tempo, pensato per unire turismo lento, paesaggi e memoria.

Il fascino autentico del Treno Natura tra colline e borghi

Poche carrozze, finestrini abbassati, l’odore di carbone nell’aria e la sagoma familiare della vecchia locomotiva nera: salire sul Treno Natura significa immergersi in una giornata sospesa tra passato e presente. Il convoglio – formato da vetture “centoporte” degli anni ’30 e da una locomotiva Gr 740 – scivola lento tra campi dorati e antichi casali. «Non è solo un viaggio, è un modo diverso di guardare la campagna toscana», spiega con entusiasmo Andrea Rossi, uno dei macchinisti storici che segue la tratta. I sedili in legno consumati dal tempo, gli interni essenziali e il ritmo delle ruote sui binari conquistano anche i più giovani, spesso costretti a spegnere il cellulare per qualche ora.

Festa di Primavera: una giornata da vivere a Castiglione d’Orcia

L’arrivo a Castiglione d’Orcia, ai piedi del Monte Amiata nel sud della provincia senese, coincide con la colorata Festa di Primavera: bancarelle, prodotti tipici e giochi per bambini animano il borgo. Poco dopo le 11.30, sul piazzale della stazione, volontari e rappresentanti del Comune accolgono i viaggiatori con assaggi di pecorino locale, ciambelline di grano antico e vini delle colline circostanti. «Abbiamo voluto unire la riscoperta delle tradizioni agricole a un turismo consapevole», racconta il sindaco Francesca Bartoli, sostenitrice convinta del ritorno del treno storico.

Il programma prevede visite guidate alle antiche fonti, laboratori di tessitura e piccoli spettacoli itineranti. I bambini si divertono (molti sono già in fila per la gara delle trottole), mentre gli adulti si fermano ad assaggiare miele e formaggi: una giornata che scorre lenta tra piazze medievali e scorci che sembrano fermi agli anni Cinquanta.

Prenotazioni esaurite e turismo sostenibile

I biglietti per il viaggio del 25 aprile – 37 euro per gli adulti, 20 euro per i ragazzi dai 4 ai 12 anni – sono andati esauriti in meno di due giorni. Dalla Fondazione FS confermano: «La richiesta supera nettamente i posti disponibili. È segno che cresce il desiderio di esperienze autentiche». Negli ultimi anni sono stati almeno 5mila i viaggiatori che hanno scelto questa formula solo nella provincia di Siena. Il Treno Natura, parte delle linee ferroviarie turistiche nazionali, è ormai un modello replicato anche altrove.

Gli organizzatori sottolineano l’attenzione all’ambiente: si utilizza una linea secondaria già esistente senza consumare nuovo suolo. Quella stessa tratta minacciata negli anni ’70 dalla chiusura oggi si rivela una risorsa preziosa grazie alla collaborazione tra Regione Toscana, Fondazione FS e amministrazioni locali.

I viaggiatori raccontano e le prospettive per il futuro

Alle 17.30 il treno lascia ancora una volta Castiglione d’Orcia. Bagagli leggeri, visi arrossati dal sole: «Si ha davvero la sensazione di tornare indietro nel tempo», dice una coppia proveniente da Firenze. C’è chi immortala i binari coperti d’erba all’uscita dal paese, chi porta con sé un sacchetto di biscotti artigianali come ricordo.

Gli operatori turistici locali chiedono più corse soprattutto nei weekend primaverili e autunnali: «La presenza del Treno Natura dà una mano anche alle piccole strutture ricettive e ai ristoranti dei borghi più piccoli», ammette Marta Fabbri, titolare di un agriturismo vicino a San Quirico. Per la prossima stagione si pensa già a nuove corse sperimentali verso Montalcino o Bagni San Filippo.

Un viaggio lento, qualche soffio di vapore sullo sfondo delle colline: così la Val d’Orcia ritrova – anche solo per un giorno – il suo tempo sospeso tra memoria e futuro.

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