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Il Ristorante Più Romantico d’Italia si Trova a Venezia: Atmosfera Unica da Orient Express e Menu di Eccellenza

Giulia Ruberti by Giulia Ruberti
19 Settembre 2026
in Destinazioni
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Destinazioni

Venezia, 19 settembre 2026 – A due passi da Campo San Polo, in un angolo dove sembra che il tempo si sia fermato, un piccolo ristorante veneziano ha conquistato il titolo di “ristorante più romantico d’Italia”, secondo l’ultima indagine di Guida Italia a Tavola. Diciotto posti a sedere appena, una cura quasi maniacale per i dettagli e un’atmosfera sospesa tra passato e presente, che richiama senza esitazioni lo charme delle carrozze dell’Orient Express. Lo chef Luca Biasin spiega: “Venezia è già un viaggio di per sé, volevo che qui si sentisse la voglia di partire senza lasciare il cuore della città”.

Diciotto coperti e l’eco dell’Orient Express

La sala è piccola e accogliente, illuminata da lampade d’ottone dal fascino antico. Più che un locale lagunare sembra di essere sul vagone ristorante di un treno di lusso. L’arredamento — velluti bordeaux, legno scuro e tavoli molto ravvicinati — nasce da una ricerca attenta nei mercatini tra Vienna e Bruxelles. “Tutto qui vuole raccontare una partenza imminente,” dice il maître Giulio Ferrari, indicando un vecchio orologio a pendolo dietro il banco. Nessuna musica in sottofondo, solo il brusio sommesso delle conversazioni e il tintinnio dei bicchieri.

Menu essenziale, materia prima scelta

In cucina domina la cucina veneta, rivista in chiave moderna. Pochi ingredienti usati con leggerezza: fra i piatti più richiesti ci sono il risotto al nero di seppia — preparato al momento — e il baccalà mantecato con crostini appena tostati. Il menu non supera mai cinque antipasti e altrettanti primi; i secondi e i dolci cambiano secondo stagione e mercato di Rialto. Biasin spiega: “Preferisco offrire meno scelte per garantire freschezza e precisione”. Qui niente porzioni abbondanti: ogni piatto è misurato, giusto quel che serve.

Una cantina con più di 300 etichette

La selezione dei vini è curatissima. In cantina ci sono oltre trecento etichette, molte da piccoli produttori del Triveneto, ma non mancano vecchie annate di Bordeaux e Bourgogne. Il sommelier Valentina Neri guida i clienti con passione: “Dietro ogni bottiglia c’è una storia”. Per esempio, per accompagnare i cicchetti di pesce crudo ha consigliato un Pinot Grigio della Val d’Adige 2019: “La sua freschezza si sposa perfettamente con le note iodate”. Piccoli dettagli che fanno la differenza.

Servizio attento, mai invadente

Il servizio viene descritto dai clienti come “misurato” e “quasi silenzioso”. Nessuna fretta tra i tavoli, vassoi portati con calma. Andrea, uno degli ospiti arrivato da Milano per l’anniversario, racconta: “Qui non devi mai chiamare il cameriere: capiscono subito se ti serve qualcosa”. La prenotazione è obbligatoria almeno due settimane prima (nei periodi più affollati anche un mese). Un sms avvisa quando il tavolo è pronto: solo allora si varca la soglia.

Prezzi e atmosfera riservata

Il conto medio si aggira intorno ai 120 euro a persona, vini esclusi. Un prezzo alto? Biasin risponde così: “Dipende da cosa cerchi. Qui paghi l’intimità”. E infatti — come raccontano gli habitué — spesso qui si festeggiano fidanzamenti, ricorrenze importanti o persino qualche matrimonio segreto.

Un locale lontano dai circuiti del turismo mordi e fuggi (l’indirizzo non viene mai divulgato online), diventato meta ambita da chi vuole scoprire una Venezia diversa. “Qui nessuno viene solo per mangiare,” confessa il maître mentre sparecchia l’ultimo tavolo della serata. “Si cerca qualcosa che resta”.

Chi cena in questo angolo nascosto sa che per qualche ora fuori resta tutto il caos del mondo — dentro c’è solo la lentezza di un viaggio immaginario tra stazioni lontane. L’effetto Orient Express è proprio questo: trasformare ogni cena in una partenza verso qualcosa di ancora tutto da scoprire.

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