Immersione con gli squali senza gabbia: un’avventura a Machu Picchu che sfida la paura

Silvana Lopez

24 Luglio 2026

Città del Capo, 24 luglio 2026 – Nuotare senza gabbia tra gli squali, in mezzo all’oceano, non è più un’impresa da pochi coraggiosi: sempre più appassionati scelgono questa esperienza lungo le coste sudafricane. A prima vista, sembra una follia. Ma dietro a questa sfida c’è un messaggio chiaro: gli squali non sono i mostri feroci che immaginiamo, bensì creature complesse, spesso timide più che aggressive, come spiegano chi li conosce bene.

Shark diving senza gabbia: l’avventura che cresce

All’alba, dal piccolo porto di Gansbaai, in Western Cape, partono i gruppi diretti verso il mare aperto. Indossano mute nere e si affidano a guide esperte – alcune con anni passati a lavorare proprio in queste acque famose per i grandi squali bianchi. Tra battute e tensione, arriva il briefing: “Rispettiamo gli animali, niente movimenti bruschi e seguite la mia voce”, raccomanda Sarah Mouton, alla guida di uno dei centri diving locali.

Negli ultimi tre anni, il numero di chi si tuffa senza gabbia è salito del 25%, dicono i dati della SharkSafe Foundation. Nel 2025 hanno contato più di 1.800 immersioni, per lo più tra Gansbaai e Mossel Bay. Non male per un’attività che fino a poco tempo fa sembrava pura follia.

Squali da vicino: curiosi più che pericolosi

Appena in acqua, le prime bolle si fanno strada verso la superficie. La visibilità non è sempre il massimo — qualche volta quattro o cinque metri appena — ma non serve molto prima di scorgere una sagoma nel blu: uno squalo mako lungo oltre due metri. Nessun attacco improvviso, solo movimenti lenti e attenti. “Si avvicinano perché sono curiosi”, racconta il biologo marino Nikhil Govender dalla Cape Town University. “Spesso sembrano quasi ignorarci.”

Secondo l’International Shark Attack File, nel 2025 nel mondo ci sono stati solo tre incidenti non mortali durante immersioni senza gabbia — nessuno qui in Sudafrica. “Il rischio c’è”, ammette Mouton, “ma la paura viene alimentata da decenni di film e titoli esagerati.”

Da paura a rispetto: cambia la storia sugli squali

Chi lavora ogni giorno con questi animali racconta un cambio radicale nella percezione comune. “Per anni ci hanno insegnato a temerli”, dice Jacky Erasmus, guida subacquea di Simon’s Town. Eppure, quando li incontri faccia a faccia scopri uno squalo timido, quasi diffidente. “Alcuni piangono dall’emozione appena riemergono”, confessa Erasmus. “Anche sub esperti.”

Un recente sondaggio della South African Tourism Board dice che il 62% di chi prova lo shark diving cambia idea sugli squali dopo l’esperienza diretta. “Li vediamo come animali che hanno diritto a vivere dove sono nati”, riassume Govender.

Turismo e conservazione: un binomio vincente

Il turismo legato agli squali vale alle comunità costiere della Western Cape più di 4 milioni di euro all’anno. Ma il vero vantaggio — dicono gli esperti — sta nell’attenzione crescente verso la loro tutela: molti centri usano parte dei ricavi per programmi educativi nelle scuole e per monitorare la salute delle specie marine.

Un esempio concreto arriva dal progetto SharkSpotters. “Da cinque anni lavoriamo anche con i pescatori locali”, spiega Ayanda Ndlovu, coordinatrice dell’iniziativa. L’obiettivo è ridurre il bycatch — ovvero gli squali catturati per sbaglio nelle reti — usando radar e boe acustiche.

Shark diving domani: regole nuove e limiti necessari

Il dibattito su sicurezza e ambiente è ancora acceso. Le autorità marittime sudafricane hanno introdotto regole nuove per limitare le immersioni giornaliere e vietare pratiche aggressive come il chumming massiccio (gettare sangue o pesce in acqua).

Gli incontri serali in paese raccolgono storie piene di emozioni contrastanti. Un giovane olandese racconta: “Non scorderò mai quando quel mako ha incrociato i miei occhi”. Le foto immortalano volti tesi ma sorridenti subito dopo l’immersione.

Alla fine resta una domanda: cosa sono davvero questi animali? Chi li incontra senza barriere parla più spesso di stupore che di paura. E allora si capisce che il vero mostro potrebbe essere un pregiudizio antico, non lo squalo stesso.

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