Roma, 20 ottobre 2026 – Le compagnie aeree in Italia, come nel resto del mondo, continuano a vendere più biglietti rispetto ai posti effettivamente disponibili su ogni volo. L’overbooking resta una pratica legale e molto diffusa, soprattutto nei periodi di alta stagione, quando molti passeggeri si ritrovano improvvisamente senza un posto garantito. Ma perché succede e quali sono i diritti di chi viene lasciato a terra all’ultimo momento?
Perché le compagnie spingono sull’overbooking
Il motivo è semplice: le compagnie aeree vogliono riempire gli aerei al massimo. “Quasi sempre qualcuno rinuncia all’ultimo minuto”, spiegano da Assaeroporti. Tra cancellazioni, coincidenze perse, problemi di salute o cambi di programma improvvisi, il numero di assenti (detti no-show) si aggira tra il 5% e il 10%, secondo l’IATA, l’associazione internazionale del trasporto aereo.
Così le compagnie cercano di prevedere queste assenze vendendo più biglietti dei posti disponibili. L’obiettivo è evitare sedili vuoti e aumentare i profitti di ogni volo. “È un equilibrio delicato: esageri con l’overbooking e rischi proteste e disagi; fai poco overbooking e perdi soldi”, ammette un responsabile commerciale europeo che preferisce restare anonimo.
Cosa dice la legge su limiti e tutele
Anche se può creare disagi, l’overbooking è consentito dalla legge sia in Europa che negli Stati Uniti. Il regolamento europeo CE 261/2004 tutela i diritti dei passeggeri, stabilendo obblighi precisi per le compagnie. Se vieni respinto all’imbarco contro la tua volontà (il cosiddetto denied boarding), hai diritto a compensazioni e assistenza.
“In questi casi – spiega l’ENAC, l’Ente Nazionale Aviazione Civile – si può ricevere un rimborso tra 250 e 600 euro, a seconda della lunghezza del volo”. Inoltre, la compagnia deve offrirti un volo alternativo il prima possibile oppure rimborsarti il biglietto inutilizzato. Spesso sono previsti anche pasti, telefonate gratuite e alloggio in hotel se serve.
Negli Stati Uniti invece la normativa federale (Department of Transportation) prevede rimborsi che possono arrivare fino a quattro volte il prezzo del biglietto in caso di negato imbarco non volontario. Secondo dati aggiornati al 2025, ogni anno circa 400mila passeggeri subiscono overbooking sulle rotte americane.
Se ti lasciano a terra per overbooking: cosa fare
Succede soprattutto nei grandi aeroporti: file al check-in presto la mattina, personale che invita i passeggeri ad andare subito al gate. Arriva poi l’appello: “C’è qualcuno disposto a cedere volontariamente il proprio posto?”. Le compagnie cercano sempre prima volontari offrendo buoni viaggio, upgrade o voucher.
Se nessuno accetta e il volo resta in overbooking, tocca alla scelta forzata: alcuni passeggeri vengono esclusi, spesso seguendo criteri decisi dalla compagnia (check-in tardivo o classe economica). “Me l’hanno comunicato pochi minuti prima della partenza: impossibile partire”, racconta Elisa P., 42 anni, rimasta bloccata a Fiumicino la scorsa settimana. “Mi hanno offerto una notte in hotel e un volo per il giorno dopo”.
In queste situazioni – ricorda l’ENAC – hai diritto a una compensazione economica oltre che pasti e alloggio se servono. Fondamentale conservare tutte le ricevute e chiedere sempre una conferma scritta del negato imbarco.
Come contestare e tutelarsi
Se ritieni che le offerte della compagnia non siano sufficienti, puoi presentare reclamo sia direttamente al vettore sia all’ENAC o agli enti preposti nel tuo Paese. Ci sono anche associazioni come Altroconsumo e Codacons pronte ad aiutarti nella richiesta di risarcimento.
Il consiglio è agire subito: “Non accontentatevi delle parole, pretendete tutto per iscritto”, suggerisce una portavoce di Altroconsumo. Occhio anche ai voli con scalo extra-UE operati da compagnie non europee: qui le tutele cambiano e conviene leggere bene le condizioni prima di prenotare.
In sintesi, anche se l’overbooking rimane uno strumento utile per le compagnie per ottimizzare i voli, conoscere i propri diritti può fare la differenza tra una brutta esperienza e un risarcimento dovuto.