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Passaporti più potenti del 2026: la posizione dell’Italia nella classifica mondiale

Giulia Ruberti by Giulia Ruberti
19 Gennaio 2026
in Destinazioni
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Destinazioni

Roma, 19 gennaio 2026 – Il passaporto italiano continua a volare alto tra i più “forti” al mondo: secondo l’ultimo ranking di Henley & Partners, permette di entrare senza visto in ben 195 Paesi su 227. Un risultato che mette l’Italia in cima alle nazioni con la più ampia libertà di movimento, nonostante un’epoca segnata da tensioni geopolitiche e nuove restrizioni ai confini.

Il passaporto italiano domina la classifica mondiale 2026

Ogni anno, la società londinese aggiorna questa classifica basata sul numero di Paesi accessibili senza visto o con visto all’arrivo. Per il 2026, l’Italia si piazza in testa, a pari merito con Francia, Germania, Giappone, Singapore e Spagna. Una situazione senza precedenti: “Abbiamo toccato il massimo storico di libertà di viaggio per i cittadini europei”, ha spiegato Christian H. Kaelin, presidente di Henley & Partners, durante una conferenza stampa online.

Il dato è chiaro: con il passaporto italiano si può viaggiare senza visto – o ottenere un visto direttamente all’arrivo – in 195 Paesi su 227. Subito dopo ci sono Finlandia, Svezia e Corea del Sud, ferme a quota 194 destinazioni.

L’Italia in cima alla mobilità globale

Cosa vuol dire tutto questo per un italiano? In pratica, poter spostarsi con facilità in quasi tutto il mondo: dall’Argentina alla Nuova Zelanda, passando per Stati Uniti, Canada e ovviamente tutta l’area Schengen. “Questa apertura è un vantaggio sia per chi viaggia per turismo sia per chi si muove per lavoro o studio”, ha commentato un funzionario della Farnesina, sottolineando come il primato italiano derivi anche dalla stabilità politica e dai tanti accordi internazionali siglati negli ultimi anni.

Paesi come Australia, Emirati Arabi Uniti e Brasile sono raggiungibili senza tante formalità o con procedure semplici online (e-visa o ESTA). A volte basta compilare un modulo elettronico prima della partenza. Rispetto ad altri passaporti meno fortunati, il vantaggio è netto.

Passaporti a confronto: piccoli margini che fanno la differenza

La differenza con altri grandi Stati europei è minima: anche Belgio e Lussemburgo possono entrare in 194 Paesi senza visto. Fuori dall’Europa invece la situazione cambia. Il passaporto americano nel 2026 permette l’ingresso in 189 Paesi; quello britannico sale ma resta sotto quota 190. In fondo alla lista ci sono passaporti come quelli di Afghanistan (28 Paesi), Iraq (31) e Siria (35): numeri che raccontano profonde disuguaglianze nel diritto alla mobilità.

Henley & Partners basa i dati sulla IATA (International Air Transport Association) e aggiorna la classifica ogni tre mesi, tenendo conto dei nuovi accordi e delle restrizioni attive. “Le tensioni internazionali e le crisi sanitarie recenti pesano ancora nelle politiche sui visti”, osserva uno degli analisti del report.

Perché l’Italia è arrivata così in alto

Dietro questo successo ci sono relazioni diplomatiche solide, l’appartenenza all’Unione Europea e una buona reputazione all’estero. Anche la digitalizzazione delle procedure ai confini ha reso più semplice spostarsi tra continenti.

“Da quando ho ottenuto l’e-passport mi sembra tutto più facile”, racconta Anna Mariotti, avvocato romano che viaggia spesso negli Emirati Arabi Uniti per lavoro. Molti operatori del settore trasporti e turismo confermano una sensazione diffusa: gli spostamenti sono più fluidi. Le interviste raccolte oggi all’aeroporto di Fiumicino mostrano chiaramente questa soddisfazione tra i viaggiatori italiani.

Attenzione ai cambiamenti: le regole possono cambiare in fretta

Non mancano però avvertenze importanti: restano Paesi dove il visto è obbligatorio per gli italiani – tra questi Cina e Russia – per motivi politici o di sicurezza. E le regole possono variare rapidamente se scoppiano nuove crisi o se qualche governo decide cambiamenti improvvisi.

“Meglio sempre controllare prima cosa serve per entrare”, raccomanda uno sportellista della Polizia di Frontiera, ricordando quanto spesso cambiano i regolamenti. Eppure oggi il passaporto italiano resta una delle carte più vincenti per girare il mondo: un vantaggio che molti danno ormai per scontato, ma che vale la pena riconoscere.

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