Primavera in Corea del Sud: il magico spettacolo delle fioriture rosa e bianche che incantano ogni strada

Simona Carlini

24 Aprile 2026

Seul, 24 aprile 2026 – Ogni primavera in Corea del Sud, tra fine marzo e metà aprile, parchi, lungofiumi e viali si riempiono di migliaia di persone pronte a vivere un rito che segna l’arrivo della bella stagione: la fioritura dei ciliegi. Non è solo un evento per i sudcoreani, ma una vera e propria calamita per visitatori da ogni angolo del mondo. Con la macchina fotografica sempre a portata di mano, tutti vogliono catturare quei delicati toni di rosa e bianco che, per poche settimane, trasformano la città in uno spettacolo mozzafiato.

Fioriture coreane, tra Seul e campagna

La magia non riguarda solo grandi città come Seul o Busan. Anche piccoli centri come Jinhae o Gyeongju vivono intensamente la stagione dei ciliegi in fiore. Lungo il fiume Han a Seul, per esempio, già alle prime luci del mattino le panchine sono prese d’assalto: famiglie, coppie giovani o anziani si sistemano dove preferiscono per godersi il panorama, spesso accompagnati da qualche spuntino comprato ai numerosi chioschi temporanei.

L’organizzazione è ben studiata: il Comune potenzia i servizi di pulizia e trasporto proprio in questi giorni. “La fioritura è un momento sentito da tutti”, spiega un funzionario del distretto di Yeouido, sede di uno dei festival più famosi. In dieci giorni a fine marzo oltre 1,6 milioni di persone hanno attraversato il viale Yunjung-ro (dati della città metropolitana di Seul).

Il turismo durante le fioriture: numeri e curiosità

Il Ministero del Turismo sudcoreano registra un aumento del 30% dei turisti stranieri nel periodo delle fioriture rispetto al resto della primavera. Provenienze principali? Cina, Giappone e Stati Uniti. Gli hotel vicino ai festival più noti – come quello di Jinhae Gunhangje – vedono i prezzi salire mediamente del 15%, con alcune pensioni sold out già da gennaio. A Gyeongju, nell’antica capitale Silla, i bar storici si preparano ad accogliere visitatori anche fino a notte fonda. “Arrivano per fotografare i petali illuminati dalle lanterne”, racconta Ji-woo Park, barista vicino al parco Wolji.

Gli eventi ufficiali sono molti: spettacoli musicali all’aperto, mercatini e sfilate con abiti tradizionali hanbok. Ma ciò che cattura davvero è la natura stessa. Nei quartieri vecchi di Andong o nelle campagne di Boseong si trovano scene semplici e autentiche: un anziano che raccoglie petali per regalarli ai nipoti; due ragazze che posano accanto a una bici coperta di fiori freschi.

Tradizione e clima: come nasce il fenomeno

In Corea del Sud il fiore di ciliegio – chiamato “beotkkot” – non è solo bello da vedere. Rappresenta la fragilità della bellezza e della vita, un tema ricorrente nella poesia locale. I primi festival risalgono all’epoca Joseon, ma è stato nel secondo dopoguerra che questa tradizione ha preso piede su larga scala, con nuove piantumazioni lungo le strade delle città.

Il clima fa la sua parte. L’Agenzia meteorologica coreana monitora con attenzione l’inizio della fioritura: serve una temperatura media notturna sopra i 10°C per almeno sette giorni consecutivi perché i boccioli si aprano. Quest’anno Busan ha visto le prime fioriture già il 20 marzo; a Seul il picco è arrivato intorno al 2 aprile.

Cosa vedere e quanto costa vivere la fioritura

Chi organizza un viaggio in Corea del Sud durante la fioritura deve mettere in conto costi variabili. Il biglietto della metropolitana a Seul resta contenuto (1.400 won, circa 1 euro), ma negli alloggi più richiesti come Myeongdong o Hongdae i prezzi salgono tra i 60 e i 150 euro a notte nei giorni più gettonati. Uno spuntino tipico come il bungeoppang caldo costa circa 2 euro.

Chi viene qui per la prima volta resta colpito dalla cura con cui tutti rispettano la natura: niente raccolta di rami né calpestio delle aiuole. È quasi un tacito accordo tra chi ama quei luoghi e chi li visita solo per poche ore. “Da bambini ci insegnano che i fiori si ammirano, non si toccano”, spiega Min-kyung Choi, insegnante elementare nel quartiere Jongno.

Anche quest’anno la stagione delle fioriture in Corea del Sud conferma tutta la sua forza: non è solo uno spettacolo visivo ma racconta molto sul Paese e sulla sua gente.

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