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Rifornimenti di carburante a rischio: aviazione europea in allerta

Redazione Okviaggi by Redazione Okviaggi
17 Aprile 2026
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Bruxelles, 17 aprile 2026 – La situazione delle forniture di carburante per aerei in Europa desta crescente preoccupazione, con l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie) che lancia un allarme: i rifornimenti potrebbero esaurirsi entro sei settimane, mettendo a rischio la stagione estiva del trasporto aereo nel continente.

Monitoraggio e preoccupazioni della Commissione Europea

La Commissione Ue, pur affermando che al momento non esistono carenze sistematiche tali da causare cancellazioni di voli su larga scala, ha sottolineato l’importanza di un’attenta sorveglianza della situazione. La portavoce della Commissione ha spiegato che circa il 70% del consumo di carburante in Europa è coperto da raffinerie interne, mentre il restante 30% dipende dalle importazioni, principalmente dal Medio Oriente. Se il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi, potrebbe essere necessaria un’azione coordinata a livello europeo per affrontare eventuali carenze.

Rifornimenti di carburante in crisi e rischio stop ai voli

L’Aie ha evidenziato che diversi Paesi europei potrebbero trovarsi in difficoltà già nelle prossime sei settimane, a causa della riduzione delle importazioni di jet fuel provenienti dal Golfo Persico, che in passato rappresentava il 75% delle importazioni nette di carburante per l’aviazione in Europa. La situazione si complica ulteriormente per via dell’attività di raffinazione europea già al massimo della capacità, senza margini per aumentare la produzione nel breve termine.

Fonti comunitarie riportate dal Corriere della Sera indicano che soltanto due Stati membri dispongono di riserve strategiche di carburante sufficienti per 90 giorni, mentre molti altri potrebbero esaurirle in meno di un mese, con alcuni che hanno autonomia di appena 8-10 giorni. L’Italia, secondo quanto dichiarato dal presidente di Assaeroporti Carlo Borgomeo, ha riserve sufficienti fino alla fine di maggio.

Le difficoltà logistiche legate alla ripresa del transito delle navi cisterna nello Stretto di Hormuz e i costi elevati delle assicurazioni per le petroliere rappresentano ulteriori fattori di rischio. Gli Stati Uniti potrebbero rappresentare una fonte alternativa di rifornimento, ma a condizioni e prezzi ancora da definire.

La situazione resta quindi sotto stretto monitoraggio da parte delle istituzioni europee, che nei prossimi giorni valuteranno l’entità reale delle scorte di jet fuel e studieranno possibili misure di mitigazione per evitare un’interruzione delle forniture e un impatto negativo sul traffico aereo europeo durante i mesi estivi.

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