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Saldi estivi 2024: Firenze e Milano le mete top per turisti e shopping, Roma in crescita

Silvana Lopez by Silvana Lopez
19 Gennaio 2026
in Storie
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Storie

Firenze, 19 gennaio 2026 – Firenze conferma il suo ruolo di capitale italiana del turismo internazionale, con oltre il 40% dei visitatori provenienti dall’estero. Un dato che la rende unica nel panorama nazionale. È quanto emerge dall’ultimo report di Confcommercio, presentato ieri mattina a Roma, nel corso del convegno annuale dell’associazione. Il risultato racconta una città viva, con strade gremite e piazze piene di turisti armati di smartphone e mappe, sempre pronta ad accogliere viaggiatori da ogni angolo del mondo. Milano, invece, spicca per un altro motivo: qui i visitatori spendono di più, con una media di 184 euro al giorno.

Turismo d’arte: i numeri che contano

Lo studio di Confcommercio mostra un settore in ripresa. Nel 2025, le presenze turistiche nelle principali città d’arte hanno raggiunto i livelli pre-Covid. Firenze emerge come unica città italiana dove la quota dei turisti stranieri supera il 40%. Un vero e proprio record. “Questo risultato è frutto dell’appeal globale degli Uffizi, del Duomo, dei musei e della cucina toscana”, spiega Alessandro Cociancich, vicepresidente nazionale di Confcommercio. Milano resta dietro per percentuale di stranieri, ma si distingue per la spesa giornaliera più alta: qui i turisti non badano a spese tra shopping e ristoranti.

Roma e Venezia mantengono una buona quota di visitatori stranieri, ma non arrivano ai livelli di Firenze. “La città toscana è diventata la meta europea per chi cerca arte e cultura a pochi passi dalle principali capitali”, sottolineano gli esperti del centro studi Confcommercio. L’effetto si vede benissimo nei vicoli intorno a piazza della Signoria: insegne in inglese ovunque, file davanti alle gelaterie artigianali e continue richieste d’informazioni agli operatori turistici.

Milano: la città dove si spende senza risparmiare

Dalla stessa ricerca emerge che Milano guida la classifica della spesa media giornaliera tra le grandi destinazioni italiane: ben 184 euro al giorno. Un primato che dipende dagli eventi internazionali – dal Salone del Mobile alla settimana della moda – e dal profilo dei visitatori business e leisure che affollano hotel e ristoranti nel cuore della città. “Milano ha saputo allargare la propria offerta – precisa Cociancich – puntando su design, innovazione, musei e una cucina che attira anche i più giovani”.

Secondo Confcommercio, gli stranieri scelgono soprattutto shopping di alta gamma, cene nei ristoranti stellati e hotel con servizi all’avanguardia. Via Montenapoleone e Brera sono i quartieri più amati, ma crescono anche gli arrivi nelle zone meno centrali grazie a tour operator sempre più attivi e nuove forme di ospitalità.

Turismo post-pandemia: luci e ombre

Il ritorno ai numeri pre-pandemia fa ben sperare: nel 2025 l’Italia ha superato i 450 milioni di presenze turistiche secondo ISTAT. Però restano alcuni nodi da sciogliere. “C’è il rischio che il turismo rimanga ‘mordi e fuggi’, soprattutto nelle città d’arte”, avverte Paola Caporossi, analista del Centro studi Touring Club. La permanenza media si attesta intorno ai 2,3 giorni nelle grandi città: un dato in linea con l’Europa, ma che lascia aperto il problema della sostenibilità nei centri storici.

Confcommercio propone di allungare il tempo medio dei visitatori puntando su itinerari meno battuti, valorizzando i quartieri periferici e investendo in eventi culturali distribuiti durante tutto l’anno. “Solo così si può costruire una crescita sostenibile”, osserva Cociancich. A Firenze già si sperimentano nuovi percorsi guidati tra botteghe artigiane o ville medicee fuori dal centro.

Il turismo che muove l’economia locale

Il turismo resta uno dei pilastri dell’economia cittadina. A Firenze come a Milano vale circa l’8% del PIL locale secondo Confcommercio. “Si vedono gli effetti anche sul commercio: nuove aperture di negozi, investimenti negli alberghi e un indotto importante che coinvolge trasporti, servizi e ristorazione”, commenta Caporossi.

Resta però qualche incognita legata all’aumento dei costi energetici e alle nuove regole sui flussi turistici internazionali. Per questo le associazioni chiedono un confronto più stretto tra pubblico e privato per consolidare questa ripresa.

Mentre l’Italia riscopre il piacere di essere meta preferita dai turisti stranieri, Firenze – forte dei suoi numeri – guarda già avanti: nuovi progetti per migliorare l’accoglienza e una sfida aperta nella gestione degli arrivi massicci. Per ora il turismo resta una leva decisiva per la rinascita del Paese.

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