Roma, 12 luglio 2026 – Il World Travel & Tourism Council (WTTC) ha dato il via a una nuova sfida globale: la ricerca delle 7 Meraviglie del Mondo Contemporanee. Per la prima volta, a partecipare non saranno solo esperti o istituzioni, ma tutti, cittadini compresi, chiamati a proporre e votare i luoghi simbolo della nostra epoca. Un progetto che vuole riscrivere la mappa delle meraviglie, andando oltre quelle antiche e moderne già conosciute.
Una chiamata mondiale: come partecipare
L’iniziativa è stata presentata dal quartier generale del WTTC a Londra stamattina, poco dopo le 9 ora italiana. L’idea è semplice ma ambiziosa: coinvolgere persone da ogni angolo del pianeta. Ognuno potrà candidare un sito o un’opera che rappresenti l’ingegno, la cultura o la bellezza dei nostri tempi. “Vogliamo sentire tutte le voci”, ha sottolineato Julia Simpson, presidente del WTTC.
Le candidature si raccolgono attraverso una piattaforma online — attiva da oggi sul sito ufficiale dell’organizzazione — e resteranno aperte per quattro mesi. Poi sarà la volta del voto pubblico, previsto tra novembre e dicembre.
Cosa si può proporre? Dalla tecnologia all’arte
Le regole sono chiare: le opere candidate devono essere nate dopo il 2000. Può trattarsi di architetture futuristiche, ponti imponenti, musei innovativi, impianti sportivi o paesaggi trasformati dall’uomo in modo sostenibile.
“Questa volta — ha spiegato Simpson — non guardiamo solo al passato lontano: vogliamo mettere in luce il mondo che stiamo costruendo oggi.” Nelle prime ore sono già arrivate centinaia di segnalazioni: tra i nomi più gettonati spiccano il Gardens by the Bay di Singapore, il nuovo Museo Egizio al Cairo e il Viadotto di Millau in Francia. Nessuna candidatura ufficiale dall’Italia per ora, ma sui social circolano proposte per il MAXXI di Roma e la Torre UnipolSai di Milano.
Un’eredità che attraversa i millenni
Le meraviglie del mondo hanno una storia che risale a tremila anni fa: dalla lista stilata dal poeta Antipatro di Sidone nel II secolo a.C., fino agli elenchi moderni come quello della fondazione New7Wonders nel 2007. Ora tocca al WTTC rilanciare questa tradizione. “Ci servono simboli del presente”, ha detto Simpson nel comunicato ufficiale.
Non si tratta solo di promozione turistica, ma anche di costruire una memoria collettiva. Un modo per “fotografare” chi siamo oggi, in un’epoca segnata dai cambiamenti climatici e dalle trasformazioni delle nostre città.
Cosa cambia per il turismo internazionale
L’iniziativa del WTTC, che rappresenta oltre il 70% delle aziende turistiche nel mondo, potrebbe influenzare — almeno in parte — le rotte dei viaggiatori nei prossimi anni. Secondo uno studio interno diffuso oggi pomeriggio, le vecchie classifiche delle “meraviglie” hanno portato a un aumento medio del 12% degli arrivi nei luoghi scelti.
Gli operatori turistici parlano di un vero “effetto traino” sulle prenotazioni e sui flussi turistici, soprattutto tra i più giovani. “Oggi il viaggio è sempre più legato alla voglia di scoprire cosa offre il presente”, commenta Roberto Nepi, analista italiano nel settore turismo.
Come fare per partecipare
Le candidature sono aperte fino al 15 novembre. Dopo quella data, la piattaforma si trasformerà in uno spazio per votare: chiunque potrà scegliere le opere finaliste preferite. L’annuncio delle 7 Meraviglie del Mondo Contemporanee è previsto all’inizio del 2027.
Partecipare non costa nulla e non ci sono limiti geografici. Restano fuori dalla gara i monumenti già inseriti nelle liste precedenti; inoltre le strutture devono essere accessibili almeno per parte dell’anno.
Tra entusiasmo e dubbi: cosa ne pensano gli esperti
Il dibattito è già acceso. In Italia alcuni storici dell’arte mostrano qualche riserva: Francesca Moroni dell’Università La Sapienza avverte che “bisogna valutare con attenzione il reale valore culturale delle nuove proposte”. Altri invece vedono l’iniziativa come una ventata d’aria fresca: “È un segnale chiaro di un’epoca che vuole raccontarsi adesso”, osserva il critico Giorgio Valle.
Intanto sul web monta la discussione: tra hashtag e gruppi Facebook si moltiplicano le idee più varie. E in molti si domandano quali saranno davvero le meraviglie che racconteranno noi alle generazioni future.