Milano, 20 ottobre 2026 – Viaggiare nel 2027 non sarà più soltanto questione di mettere piede in posti nuovi, ma di tornare a casa con qualcosa in più: un’esperienza, una lezione, una storia da raccontare. È questa la tendenza che spicca nel Travel Trends Report 2027 di Skyscanner, presentato ieri mattina a Porta Nuova davanti a una platea di addetti ai lavori e appassionati. Se fino a qualche anno fa la parola d’ordine era “scoprire”, oggi il viaggio cambia pelle: sei destinazioni, scelte tra prenotazioni e ricerche recenti, invitano i turisti a “portare indietro qualcosa”, ha spiegato al microfono Elisa Serra, portavoce per l’Italia della piattaforma. Ma quali sono queste mete e perché oggi attirano chi cerca un’esperienza meno scontata?
Viaggi esperienziali: Islanda, alla scoperta di sé
L’Islanda è tra le destinazioni più gettonate per il 2027. Non tanto per i suoi paesaggi mozzafiato o i geyser, quanto per la possibilità di partecipare a ritiri meditativi e seminari di consapevolezza sparsi tra Reykjavik e l’entroterra. Le ricerche su “self-discovery retreat” sono cresciute del 32% rispetto allo scorso anno. «Gli utenti vogliono davvero staccare la spina», racconta Serra. E nelle sere di primavera a Reykjavik, gruppi silenziosi si radunano sulle scogliere per ascoltare il vento del Nord.
Georgia: un paradiso per i gourmet
Dalla cucina del Caucaso alle tavole italiane, la Georgia conquista sempre più appassionati di buona tavola. Skyscanner segnala un balzo del 41% nei voli verso Tbilisi tra aprile e agosto 2026 rispetto al 2025. Cosa attira? Corsi di cucina casalinga – khachapuri, khinkali e persino la lavorazione del vino nelle anfore sotterranee – tenuti da famiglie locali. Martina, incontrata durante una degustazione sul ponte Metekhi, confida: «Sono partita solo per assaggiare, ma sono tornata sapendo cucinare almeno tre piatti».
Kenya: volontariato oltre il safari
Il Kenya si conferma meta ambita non solo per i safari ma anche per chi vuole fare volontariato ambientale e partecipare a programmi educativi nelle comunità rurali. Con partenze da Roma e Milano ogni lunedì notte, la scelta è soprattutto dei giovani under 35 che cercano un viaggio che lasci un segno concreto. Tra le riserve del Maasai Mara si lavora alla riforestazione e alla tutela della fauna locale. «Ho raccolto semi di acacia con i bambini della scuola di Enkewa», racconta Davide, studente padovano in viaggio studio.
Slow travel: in bici tra i boschi sloveni
La Slovenia si conferma perfetta per chi ama viaggiare piano. Negli ultimi dodici mesi il noleggio biciclette è aumentato del 27%, dicono le agenzie locali di Lubiana e Maribor. Il percorso più amato? I 92 km tra il Lago di Bled e le terme di Dolenjske Toplice, attraversando villaggi agricoli e sostando negli agriturismi. Chi ha provato racconta di aver riscoperto «il piacere di arrivare con calma», pedalando accanto ai produttori di miele o fermandosi a chiacchierare con una nonna intenta a preparare la potica.
Giappone: arte immersiva oltre Tokyo
Sul fronte arte contemporanea, il Giappone sta catturando l’interesse degli italiani grazie ai festival immersivi dell’isola di Naoshima e ai nuovi musei digitali aperti nel 2026 tra Osaka e Fukuoka. Qui tradizione e tecnologia si intrecciano: dalle antiche cerimonie del tè al tramonto alle installazioni futuristiche che attirano chi cerca «un modo nuovo di guardare», come dice Koji Tanaka, curatore del TeamLab Borderless Museum.
Portogallo rurale: radici profonde
Chiude la lista il Portogallo dell’entroterra dove tradizioni genuine incontrano il turismo rurale. Sempre più italiani scelgono soggiorni vicino a Evora e Monsaraz per partecipare alla raccolta delle olive o imparare l’arte del formaggio dai pastori locali. «Qui non è la solita Lisbona», spiega Tommaso Rizzi, manager lombardo trasferitosi nell’Alentejo. Prezzi? Si parte da 35 euro a notte nelle guesthouse familiari.
Così cambia il modo di viaggiare secondo il Travel Trends Report 2027: non più solo fuga dal quotidiano ma soprattutto un ritorno con qualcosa che resta dentro. Un’esperienza da portarsi dietro che – almeno quest’anno – vale più di mille foto ricordo.