Viaggi low cost: come risparmiare con sconti esclusivi online e su App

Silvana Lopez

9 Agosto 2026

Milano, 9 agosto 2026 – Organizzare una vacanza senza spendere troppo ormai non è solo una scelta, ma quasi un obbligo. I dati raccolti dalle agenzie viaggi di Milano e Roma negli ultimi mesi confermano un fenomeno che sembra consolidarsi: sempre più italiani puntano su destinazioni low cost, scelgono compagnie aeree con tariffe più basse e cercano di tagliare ogni spesa, dalla prenotazione dell’hotel fino alla colazione del mattino. Perché? Dietro c’è un mix di inflazione ancora alta e stipendi, che secondo l’ISTAT, sono fermi da anni. Eppure, per molti viaggiare resta un momento da difendere, anche se serve qualche rinuncia o una pianificazione più attenta.

Destinazioni e compagnie aeree: tutti alla ricerca del risparmio

Nelle agenzie viaggi lungo via Torino o Corso Buenos Aires si fa presto a capire cosa vogliono i turisti: offerte convenienti. Simona R., consulente di un tour operator nel centro città, racconta che “sempre più clienti arrivano con una lista precisa di mete considerate economiche – Albania, Portogallo, Grecia continentale – e chiedono le tariffe migliori sui voli.” Non è raro che scelgano partenze in giorni feriali, magari notturne, pur di risparmiare qualche decina di euro. Il boom delle compagnie aeree low cost come Ryanair, EasyJet o Volotea non si ferma. I voli alle sei del mattino sono spesso pieni; cresce chi viaggia solo con il bagaglio a mano e rinuncia alla selezione del posto.

Alloggi: meno comfort, più flessibilità

Anche per gli alloggi la parola d’ordine è risparmiare. Quelli che una volta erano hotel tre stelle, visti come un buon compromesso tra prezzo e qualità, oggi spesso vengono sostituiti da B&B economici o stanze in affitto su piattaforme come Airbnb. Chi vuole rischiare sceglie ostelli moderni. Laura B., che gestisce una guesthouse in zona Isola, racconta: “I nostri clienti preferiscono spendere meno per dormire e mettere qualcosa in più nel piatto o nelle escursioni.” Federalberghi segnala che negli ultimi due anni la permanenza media nelle grandi città italiane è scesa da 4 a 2,5 notti; chi resta più a lungo punta su strutture extra-alberghiere con cucina condivisa e self check-in.

Viaggiatori “fai da te” e abitudini nuove

Secondo un’indagine del Touring Club Italiano diffusa a luglio 2026, il 70% dei viaggiatori italiani organizza il viaggio da solo. Si cercano offerte online, si confrontano siti come Booking e Skyscanner e si impostano allarmi per beccare la promozione giusta al momento giusto. Insomma, torna la “vacanza fai da te” ma con il supporto del digitale. Gli under 35 sono particolarmente attenti alle recensioni e ai piccoli risparmi: “Ci prepariamo i panini a casa per il viaggio in treno e poi magari ci concediamo una cena fuori all’ultimo,” racconta Martina, studentessa universitaria incontrata ieri alla stazione Centrale. Un dato importante: la spesa media pro capite per una vacanza estiva si aggira intorno ai 480 euro, tutto compreso secondo Assoviaggi-Confesercenti.

Tagliare i costi senza perdere il piacere del viaggio

Nonostante i tagli – o forse proprio grazie a quelli – l’esperienza del viaggio non perde fascino. Cambiano le priorità: spesso si rinuncia al ristorante “tipico” (che in certe zone può costare anche 60 euro a persona) per puntare su street food locale o supermercati. Tra i turisti in partenza ieri dagli aeroporti di Linate e Malpensa emerge chiaramente che fanno la differenza le scelte quotidiane: comprare biglietti cumulativi per i musei invece dei singoli ingressi; usare le city card per muoversi con i mezzi pubblici; evitare i taxi. Anche sulle spiagge della riviera adriatica si nota il cambiamento: sempre più famiglie scelgono stabilimenti balneari con prezzi contenuti portando con sé pranzo al sacco.

Risparmio: necessità o nuovo modo di viaggiare?

Gli operatori concordano: questa attenzione ai costi non riguarda solo chi ha budget limitati. Mario P., manager di un’agenzia specializzata in viaggi su misura per famiglie, osserva che “anche chi può permettersi qualcosa in più oggi tende comunque a confrontare prezzi e servizi. Non è solo questione di necessità ma quasi un’abitudine.” Secondo gli analisti del turismo questo cambio potrebbe durare anche quando l’inflazione scenderà. In fondo – lo ripetono in molti – il vero viaggio non sta nei comfort ma nelle scelte consapevoli. E dalle nuove abitudini degli italiani sembra proprio che abbiano capito bene il messaggio.

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