Tempesta geomagnetica in arrivo: quando e dove vedere l’aurora boreale

Dove ammirare l'aurora boreale nel 2026

Dove ammirare l'aurora boreale nel 2026 | Pixabay @JOY_PAN - Okviaggi

Alessandro Bolzani

19 Marzo 2026

Una nuova ondata di attività solare sta per raggiungere la Terra e potrebbe trasformare le notti di marzo in uno spettacolo inatteso anche a latitudini insolite. Tra il 19 e il 21 marzo 2026, con un picco previsto intorno al giorno 20, è attesa una tempesta geomagnetica di intensità moderata, classificata tra G2 e G3, capace di attirare l’attenzione non solo degli esperti ma anche di chi spera di osservare fenomeni rari nel cielo.

Cosa sta per accadere nello spazio

All’origine dell’evento ci sarebbe una combinazione di fattori legati all’attività solare: da un lato una Espulsione di massa coronale partita da una macchia solare, dall’altro un flusso di particelle ad alta velocità proveniente da un buco coronale. Quando queste emissioni raggiungono la Terra, interagiscono con il campo magnetico del pianeta generando una Tempesta geomagnetica. L’evento è monitorato da centri specializzati come lo Space Weather Prediction Center della NOAA, che analizzano i possibili effetti su satelliti e sistemi di comunicazione.

Come nascono le aurore boreali

Il fenomeno più affascinante associato a queste tempeste è senza dubbio l’Aurora boreale. Le aurore si presentano come scie luminose dai colori variabili – verde, rosso o viola – che si muovono nel cielo notturno. La loro formazione è legata all’interazione tra le particelle cariche provenienti dal Sole e il campo magnetico terrestre. Quando l’attività solare aumenta, anche la probabilità di osservare queste luci cresce, estendendosi talvolta a zone dove normalmente non sono visibili.

Eventi recenti e frequenza in aumento

Negli ultimi anni episodi di questo tipo si stanno verificando con maggiore frequenza. Un caso significativo si è registrato nel gennaio 2026, quando una tempesta particolarmente intensa ha portato le aurore fino all’arco alpino, con cieli illuminati dal Piemonte al Friuli. In situazioni ancora più estreme, documentate anche in passato, il fenomeno è stato osservato a latitudini ancora più meridionali, dimostrando come l’intensità dell’attività solare possa ampliare notevolmente l’area di visibilità.

Dove osservare il fenomeno in Europa e in Italia

Durante questa nuova tempesta geomagnetica, le regioni del Nord e del Centro Europa restano le più favorite. Tuttavia, se l’intensità dovesse aumentare, l’aurora potrebbe spingersi più a sud. In Italia, le probabilità maggiori si concentrano lungo l’arco alpino, dove l’altitudine e la distanza dalle fonti di luce artificiale offrono condizioni ideali. Anche alcune aree dell’Appennino settentrionale possono rivelarsi punti di osservazione interessanti.

Le condizioni ideali per vederla

Per aumentare le possibilità di avvistamento è fondamentale scegliere luoghi con cielo limpido e lontani dall’inquinamento luminoso. Le ore più favorevoli sono generalmente quelle tra la tarda serata e la notte inoltrata. Anche quando non è visibile con colori intensi a occhio nudo, l’aurora può apparire come un bagliore tenue all’orizzonte, spesso più evidente attraverso fotografie a lunga esposizione.

Se le condizioni meteorologiche e l’intensità della tempesta lo permetteranno, il cielo italiano potrebbe offrire uno spettacolo raro, trasformando una notte di marzo in un evento memorabile per osservatori e appassionati.

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