Milano, 1 aprile 2026 – Domenica 12 aprile, torna il Lario Express: un collegamento speciale che unisce Milano e Lecco, attraversando angoli poco noti della Brianza e riportando in vita, per un giorno soltanto, il fascino discreto di un viaggio in treno d’epoca. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione FS Italiane, rimette sui binari uno dei convogli storici più amati dagli appassionati di ferrovie e da chi cerca un modo diverso di vedere la Lombardia.
Viaggiare nel tempo a bordo del treno storico
L’appuntamento è alle 9.20 alla stazione Centrale di Milano. Poco dopo, una fila silenziosa di viaggiatori si avvicina ai vagoni dai legni lucidi, richiamata dal caratteristico ticchettio delle ruote d’acciaio sui binari. “Non è solo un viaggio, ma un salto indietro nel tempo,” racconta Alessandro, pensionato e fan delle ferrovie, intento a fotografare la locomotiva. L’atmosfera ricorda le partenze di una volta: finestrini abbassati, valigie pesanti e bambini che chiedono ai nonni com’era viaggiare “prima che esistessero i cellulari”.
Da Milano alle rive del Lario: la Brianza nascosta
Il treno prende velocità lasciandosi alle spalle la periferia milanese. Dopo Sesto San Giovanni e Monza, il convoglio si snoda tra le curve della Brianza, toccando paesini come Arcore e Molteno. Qui la vegetazione si fa più folta, le case si diradano e spuntano boschi con ville ottocentesche nascoste tra gli alberi. Da qualche finestrino si scorgono campanili di borghi sospesi nel tempo.
La Fondazione FS spiega che il percorso è pensato per “far scoprire una Brianza autentica, lontana dai centri commerciali e dalle strade più battute”. A bordo non ci sono solo turisti ma anche tanti pendolari della domenica: c’è chi ha lo zaino da trekking e chi il taccuino per annotare dettagli architettonici o paesaggi insoliti.
Arrivo a Lecco e soste lungo il percorso
Verso le 11 il treno arriva a Lecco, dove sul lungolago si anima la banchina con passeggeri appena scesi. “È la seconda volta che faccio questo viaggio: ogni volta mi stupisce,” confida una giovane insegnante mentre si dirige verso la passeggiata lungo l’Adda. La sosta è lunga abbastanza per permettere ai più curiosi di visitare il centro storico o fare una deviazione fino alla celebre Villa Manzoni.
Alcuni scelgono di scendere nelle stazioni intermedie: da Oggiono a Calolziocorte i binari corrono tra filari di pioppi e piccoli orti domestici. “Queste fermate sono pensate anche per chi vuole fare solo una parte del viaggio,” spiegano dall’organizzazione. Ogni fermata diventa occasione per uno scambio veloce tra macchinisti e volontari: domande sui tempi del viaggio, selfie davanti al convoglio.
Un viaggio lento fatto per scoprire
Tra salite e discese lungo la tratta emerge un sentimento comune: il piacere della lentezza. Le carrozze d’epoca — chiamate “Centoporte” — costringono a rallentare il ritmo quotidiano: niente prese USB o WiFi a bordo. Solo così si riesce davvero a godersi il panorama fuori dal finestrino, con prati appena tagliati e filari di ciliegi in fiore. “Sembra quasi che tutto vada con un altro passo,” osserva Mario, architetto milanese in viaggio con la figlia.
Non è la prima edizione ma negli ultimi anni l’interesse è cresciuto parecchio, soprattutto tra famiglie e chi cerca qualcosa di diverso rispetto al solito turismo mordi e fuggi. La Fondazione FS segnala che nel 2025 quasi tremila persone hanno scelto questo viaggio sui binari — forse perché ancora oggi la voglia di scoperta passa dalla lentezza.
Come prenotare e quanto costa
Chi vuole salire sul Lario Express può comprare i biglietti sul sito della Fondazione FS o nelle principali biglietterie Trenitalia. I prezzi partono da 12 euro (solo andata) fino a 20 euro per andata e ritorno; riduzioni sono previste per bambini sotto i 12 anni. Il servizio prevede carrozze attrezzate anche per persone con disabilità.
Gli organizzatori invitano a prenotare in anticipo: “I posti finiscono presto,” spiegano dalla Fondazione FS. Il prossimo viaggio sarà in estate, ma — sottolineano — “il fascino del Lario Express in primavera resta qualcosa di speciale”.
Una domenica diversa insomma: tra ferrovie storiche, piccoli borghi e quella Brianza vera che si lascia scoprire solo da chi ha voglia di prendersela comoda.