Uppsala, 2 aprile 2026 – Tra le città più antiche della Svezia, Uppsala si prepara a cambiare il modo di vivere il viaggio. Qui non si tratta più di scattare selfie al volo o di passare in fretta senza lasciare traccia. L’amministrazione comunale, come annunciato ieri nel palazzo di Stora Torget, punta su un turismo lento e consapevole, pensato per chi vuole davvero immergersi nel territorio. Un esperimento che guarda avanti e nasce anche come risposta ai flussi sempre più caotici che ogni anno travolgono le capitali del Nord. “Cerchiamo viaggiatori che si fermino, guardino attorno e si lascino sorprendere“, ha detto con convinzione Eva Lundström, responsabile cultura e turismo.
Uppsala, tra storia e voglia di futuro
A poco più di quaranta minuti da Stoccolma, con biglietti del treno tra i 12 e i 15 euro, Uppsala mostra la sua doppia anima: da un lato una storia che va dai vichinghi all’università fondata nel 1477, dall’altro una città che respira voglia di cambiamento. Il cuore antico di Gamla Uppsala custodisce alcuni tra i siti archeologici meglio conservati della Scandinavia: tre grandi tumuli funerari, una cattedrale gotica che si staglia sopra i tetti rossi e tracce del passato che affiorano nei giardini pubblici. In questi primi giorni d’aprile, la città è attraversata da studenti in bici e famiglie ferme a chiacchierare sulle panchine.
Non ci sono ancora le lunghe file dei gruppi turistici organizzati – almeno per ora – ma l’idea del comune è chiara: “Non vogliamo competere con le grandi come Stoccolma o Göteborg“, ha spiegato Lundström. “Preferiamo attirare viaggiatori curiosi, interessati a incontrare persone e non solo monumenti“.
Turismo lento e nuove offerte
Da maggio parte il progetto con una serie di iniziative pensate ad hoc. I percorsi guidati saranno riservati a piccoli gruppi – massimo dieci persone – e toccheranno i laboratori dell’Università di Uppsala e le botteghe degli artigiani locali. Le visite partono ogni venerdì alle 10 dal Museo Gustavianum in piazza universitetsplatsen, costano 8 euro e prevedono anche una degustazione di specialità locali come la torta di mandorle. “È così che si conosce davvero la città“, racconta uno dei volontari che fanno da guida, Jonas Hedlund.
Oltre ai tour storici ci sono workshop culinari e corsi di tessitura. “Le prenotazioni arrivano soprattutto da Italia, Francia e Germania“, spiega al telefono Sara Ekblad, proprietaria della pensione Linné. I dati ufficiali parlano chiaro: tra gennaio e marzo gli arrivi in hotel sono cresciuti del 13% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ma, avverte Ekblad, il rischio del “turismo usa e getta” resta dietro l’angolo: “Qui ci conosciamo tutti. Se arrivano in massa rischiamo di perdere quello che ci rende unici“.
Reazioni e primi bilanci
I circa 170 mila abitanti della città guardano al nuovo corso con un misto di interesse e qualche dubbio. Nei ristoranti storici vicino alla Cattedrale di San Erik non mancano le voci critiche all’ora di pranzo: “Speriamo solo che non diventi tutto troppo commerciale“, commenta con un sospiro Oskar Lindgren, impiegato comunale da vent’anni. Altri però vedono segnali positivi: “Da ragazzo volevo andarmene via, ora vedo tanti giovani tornare a lavorare qui“, racconta con un sorriso Ida Sjöberg, insegnante al liceo.
Per sostenere l’iniziativa sono stati stanziati 2 milioni di corone svedesi (poco meno di 170 mila euro), destinati anche alla formazione degli operatori turistici. La scelta nasce anche da motivazioni ambientali: meno autobus turistici in giro, più bici e mezzi pubblici per muoversi in città. Il regolamento cittadino ha introdotto nuove norme per evitare l’overtourism già vissuto altrove nel Nord Europa.
Un modello per il futuro?
Non è ancora detto se questa scommessa andrà in porto – lo ammettono senza giri di parole in municipio – ma Uppsala vuole provarci fino in fondo. “Non vogliamo essere solo un punto sulla mappa – ripete Lundström –, preferiamo diventare una destinazione da vivere con calma“. Nei caffè del centro storico, tra libri sparsi sui tavoli e vasetti con primule gialle, si sente davvero un’atmosfera diversa rispetto alle capitali più frenetiche.
Per chi cerca la vera Svezia, fatta di silenzi e scoperte fuori programma, questo invito suona forte. E anche se non mancano ancora le foto davanti alla cattedrale, chi arriva qui trova una città pronta a raccontarsi senza filtri… tazza dopo tazza.