Case a 1 euro a Recoaro Terme: la nuova speranza per i borghi veneti in crisi

Simona Carlini

2 Aprile 2026

Recoaro Terme, 2 aprile 2026 – Tra le montagne del Vicentino si gioca una nuova partita sul futuro delle case abbandonate. Il Comune di Recoaro Terme si unisce infatti alla schiera crescente di paesi italiani che mettono sul mercato immobili a 1 euro. La notizia è stata ufficializzata lunedì mattina nel municipio di piazza Dolomiti, davanti a una folla di cittadini curiosi: l’obiettivo è chiaro, contrastare lo spopolamento e ridare vita a frazioni ormai deserte.

Un’offerta simbolica per dare slancio al territorio

Il sindaco Armando Righetti, in carica dal 2024, non ha girato intorno al problema: «Qui ci sono più case vuote che bambini nelle scuole. Serve una scossa». Così, da settimana prossima, chiunque – italiano o straniero – potrà fare domanda per acquistare uno degli immobili abbandonati a un prezzo simbolico, a patto di ristrutturarli entro tre anni. Non è certo un’iniziativa nuova: in Sicilia e Molise casi simili hanno già fatto parlare di sé. Ma a Recoaro la storia è diversa. Le vecchie case di pietra, nascoste tra i boschi o lungo le strade verso il passo della Campogrosso, raccontano un passato segnato da emigrazione e duro lavoro lontano da casa.

Il regolamento comunale pubblicato ieri sul sito ufficiale dà le linee guida: priorità a chi presenta un progetto serio e un piano economico credibile. E niente speculazioni, tiene a precisare l’assessore all’urbanistica Elisa Pegoraro: «Vogliamo persone pronte a vivere qui o almeno a tornare regolarmente, non investitori in attesa di rivendere al momento giusto».

Tra speranze e dubbi: come reagisce la comunità

Al bar Centrale, proprio accanto al municipio, le opinioni sono divise. C’è chi sogna un ritorno di vita nei borghi e chi invece teme che tutto resti solo un’idea. Mirella, 63 anni, lo dice senza mezzi termini: «Finché non vedo famiglie nuove non ci credo». Eppure i primi segnali di interesse già arrivano: l’ufficio tecnico comunale segnala una ventina di richieste nelle prime ore, soprattutto da Germania, Olanda e Francia.

Le frazioni coinvolte sono diverse: Lastebasse, Merendaore, San Quirico. Case piccole – alcune sotto i 60 metri quadrati – con tetti sfondata e muri coperti di muschio. Gli agenti immobiliari spiegano che servono almeno 30-40mila euro per mettere queste case in condizioni abitabili. Una cifra ben lontana dal mito dell’affare a un euro. Ma per molti il vero valore sta altrove: si cerca pace e tranquillità lontano dal turismo di massa.

I conti da fare e cosa aspettarsi da Recoaro

Acquistare una casa a 1 euro significa anche affrontare costi e obblighi non banali: deposito cauzionale (2 mila euro), pratiche edilizie, progettazione architettonica. Il Comune però offrirà supporto tecnico gratuito e agevolazioni fiscali locali. La vera sfida resta però convincere i nuovi abitanti ad integrarsi con la vita della valle: scuole elementari a Montefalcone, una sola farmacia nel raggio di dieci chilometri e autobus che passano due volte al giorno. Serve spirito d’adattamento ma in cambio c’è aria buona e panorami senza tempo.

«Ci vuole energia nuova», ripete il sindaco Righetti. Qualche segnale c’è già stato: negli ultimi due anni due famiglie milanesi hanno ristrutturato casolari nella frazione Carbonare portando con sé smart working e progetti per il turismo rurale. Il Comune stima che le case abbandonate siano oltre 140 – alcune vuote da decenni.

Una tendenza che cresce in tutta Italia

La formula “casa a 1 euro” prende sempre più piede: nel 2023 erano oltre 70 i Comuni italiani con iniziative simili. Da Sambuca di Sicilia a Zungoli in Campania fino a Carrega Ligure nell’Alessandrino, piccoli paesi provano così a fermare lo spopolamento e il progressivo taglio dei servizi. I dati Istat raccontano una storia simile ovunque nelle aree interne: Recoaro non fa eccezione passando dai quasi 7mila abitanti degli anni Ottanta agli attuali circa 4mila.

L’iniziativa vuole andare oltre l’aspetto immobiliare: come sottolineato dal sindaco e dagli assessori «è un modo per riscrivere la storia della valle». Il progetto parte ora; la comunità osserva con attenzione tra scetticismo e speranza che quelle finestre chiuse da troppo tempo tornino finalmente ad accendersi.

Alanews.it

Change privacy settings
×