Seeing is Believing: Tre fotografi raccontano tre città con una sola fotocamera in gara TECNO e Lonely Planet

Luca Mangano

5 Settembre 2026

Milano, 5 settembre 2026 – Oggi Lonely Planet e TECNO hanno lanciato un concorso internazionale che punta dritto sulla fotografia urbana, mettendo alla prova tre fotografi chiamati a raccontare tre grandi metropoli con un solo dispositivo. Si chiama “Seeing is Believing” e vuole dimostrare come, anche usando tutti lo stesso mezzo tecnico, emerga comunque uno sguardo personale e unico.

Tre città, tre autori, una sola macchina fotografica

Il regolamento è semplice: tre fotografi scelti da diverse parti del mondo vengono spediti a New York, Barcellona e Shanghai – città scelte dagli organizzatori per la loro vitalità e le tante identità che le attraversano. Tutti e tre avranno in mano lo stesso modello di smartphone TECNO CAMON 30 Pro, senza reflex o altro. Il contest esplora così la fotografia fatta con il cellulare come linguaggio comune, senza fronzoli tecnici.

“Abbiamo voluto eliminare l’alibi della tecnologia – spiega Arianna Brambilla, curatrice per Lonely Planet Italia – perché qui conta davvero il modo in cui si guarda, non il mezzo con cui si scatta”. Usare solo il telefono spinge i partecipanti a mettere al centro l’occhio, il momento giusto e la relazione con la città.

“Seeing is Believing”: l’importanza di guardare oltre lo strumento

Il nome del concorso non è casuale: “Vedere è credere”. Da Lonely Planet ci tengono a sottolineare che non basta la tecnologia, servono soprattutto intuizione, curiosità e attenzione ai piccoli dettagli che rendono ogni città diversa da tutte le altre. La giuria quindi non valuterà tanto la qualità tecnica delle foto quanto l’originalità dello sguardo.

“Non cerchiamo lo scatto da cartolina – puntualizza Luca Fanelli, responsabile comunicazione TECNO Europa – ma immagini capaci di far venire voglia di partire subito, anche solo per scoprire cosa si nasconde dietro quell’angolo o sotto quella pioggia”. Il rischio? Una visione piatta e uguale dei posti: “Per questo abbiamo scelto autori molto diversi fra loro”.

Partecipazione online: fotografie che raccontano le città

Il concorso si svolge completamente online: le foto scattate durante i giorni passati nelle tre metropoli saranno caricate sul sito ufficiale di Lonely Planet Italia dal 15 settembre. Sarà il pubblico a votare le immagini preferite direttamente sulla piattaforma. Nel frattempo, una giuria formata da editor della guida e fotografi professionisti selezionerà i lavori basandosi su originalità, capacità di narrazione e senso del luogo.

Non si tratta di singole immagini: ogni partecipante deve presentare un vero racconto urbano per immagini, composto da almeno dieci scatti accompagnati da brevi testi. L’obiettivo? Offrire “un piccolo viaggio nella quotidianità di città note ma sempre sorprendenti”, spiegano gli organizzatori.

Premi in palio e prossimi passi del contest

I vincitori saranno annunciati il 30 settembre durante una cerimonia online trasmessa sui canali social dei partner. Il premio? Un viaggio per due persone in una meta a scelta tra quelle proposte da Lonely Planet più un kit completo TECNO per la fotografia mobile. Non solo: le migliori serie fotografiche saranno esposte in una mostra itinerante che partirà da Milano in occasione di Photoweek, a ottobre.

L’idea è far diventare questa sfida un appuntamento fisso per gli amanti della fotografia urbana: “Se ci sarà entusiasmo – promette Brambilla – lo rifaremo ogni anno cambiando magari continente”.

La forza dell’occhio umano nella fotografia urbana

L’iniziativa arriva in un momento in cui la fotografia di viaggio rischia di diventare ripetitiva proprio perché tutti usiamo smartphone simili. “Tutti abbiamo lo stesso telefono in tasca – riflette Fanelli –, ma chi sa guardare davvero fa sempre la differenza”.
In fondo, suggerisce “Seeing is Believing”, raccontare una città passa ancora prima dall’occhio attento di chi osserva che dall’obiettivo della macchina fotografica: una cosa che nessuna tecnologia può sostituire davvero.

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