Addio a sbarre e caselli in autostrada: ecco il free flow e le multe per chi non paga o è senza Telepass

Silvana Lopez

16 Agosto 2026

Milano, 16 agosto 2026 – Da oggi cambia il modo di viaggiare in Lombardia e Veneto: sono entrate in funzione le prime tratte autostradali italiane con il nuovo sistema di pedaggio free flow, completamente elettronico. L’idea, spiegano dal Ministero delle Infrastrutture, è semplice: niente più barriere fisiche ai caselli, meno traffico e una vera “rivoluzione digitale” sulle strade. Il debutto riguarda circa 120 chilometri tra Brescia, Verona e il nodo di Padova. E c’è già un cronoprogramma: entro fine 2027 questa tecnologia sarà estesa a tutta Italia.

Cos’è il sistema free flow: addio ai caselli tradizionali

Le prime immagini raccolte nelle prime ore del mattino parlano chiaro: non si vedono più code davanti ai caselli. Al loro posto ci sono portali con telecamere e sensori che leggono la targa e registrano il passaggio in tempo reale. “È un passo avanti necessario per rendere più efficiente la mobilità”, ha detto Anna Pavan, responsabile comunicazione di Autostrade per l’Italia, durante un sopralluogo sull’A4 tra Desenzano e Sirmione. Il traffico scorre liscio, mentre i tabelloni segnalano la fine delle vecchie barriere: “Ci si abituerà presto – ha aggiunto un agente della Polstrada –, ma serve fare attenzione alle istruzioni per i pagamenti”.

Come funziona: registrazione online e pagamenti digitali

Per viaggiare sulle tratte in free flow bisogna registrarsi su una piattaforma dedicata (www.pedaggiofree.it), inserendo la targa e i propri dati personali. Il pagamento del pedaggio si può fare con carta di credito, app o addebito diretto sul conto corrente. Chi preferisce può ancora usare sportelli fisici, ma ormai la maggior parte delle transazioni è digitale. Entro tre giorni dal passaggio arriva un SMS che ricorda di saldare il pedaggio. Chi non paga rischia multe a partire da 89 euro, come stabilito dal nuovo regolamento.

La novità però spaventa chi è meno pratico con la tecnologia. “Io ero abituato al biglietto cartaceo”, racconta un pensionato incontrato all’area di servizio di Sommacampagna, “adesso temo di fare errori”. Le associazioni dei consumatori chiedono campagne informative più diffuse. “Serve un vero supporto, soprattutto per gli anziani”, sottolinea Federconsumatori Lombardia.

Primi effetti su traffico e sicurezza

Nei primi test notturni dal 10 al 14 agosto le società che gestiscono le autostrade hanno registrato tempi di percorrenza ridotti fino al 27% alle uscite interessate. “Le code sono diminuite soprattutto nelle ore di punta”, spiega un addetto alla manutenzione del casello di Verona Sud, ora rimosso e sostituito dal portale elettronico. Anche sul fronte sicurezza ci sono segnali incoraggianti: senza barriere fisiche dovrebbero diminuire gli incidenti causati da frenate improvvise o tamponamenti vicino ai caselli tradizionali.

Chi resta fuori: deroghe per alcune categorie

Il sistema free flow non riguarda ancora veicoli speciali, mezzi d’emergenza e auto storiche, per i quali resta attivo il metodo classico di pagamento. Gli autotrasportatori chiedono chiarimenti su come si integreranno i contratti telepedaggio esistenti (come Telepass), che saranno validi almeno fino al 2028. Dal Ministero rassicurano che ci sarà una fase transitoria per far convivere vecchio e nuovo sistema.

Il calendario della rivoluzione digitale

Il Ministero delle Infrastrutture ha fissato un calendario preciso: entro marzo 2027 il free flow arriverà anche su tratte importanti del Centro Italia, come la Roma-Firenze; al Sud invece si dovrà aspettare fine 2027. Sono stati investiti oltre 220 milioni tra portali, software e segnaletica aggiornata. “L’obiettivo è avere una rete nazionale più moderna e sostenibile”, ha ribadito ieri mattina a Milano la ministra Giulia Bassi durante la conferenza stampa.

Reazioni: favorevoli e contrari

Non mancano le voci critiche tra chi guida ogni giorno. Qualcuno teme multe involontarie per errori nella lettura delle targhe o distrazioni nei pagamenti. “Stiamo lavorando a sistemi di allerta via mail e notifiche push”, assicura Autostrade per l’Italia. Ma c’è anche chi accoglie con favore questa svolta digitale: “Era ora – dice un pendolare veronese –, si perdeva troppo tempo in coda ai caselli”.

Insomma, la rivoluzione free flow è partita dal Nord con grandi promesse di efficienza e modernità, ma ora la sfida sarà far sì che questa transizione digitale sia davvero inclusiva per milioni di automobilisti italiani.

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