I 10 viaggi coraggiosi da fare almeno una volta nella vita: guida esclusiva su DOVE agosto 2026

Giulia Ruberti

10 Agosto 2026

Milano, 10 agosto 2026 – Viaggiare non è più solo spostarsi da un posto all’altro. Chi sogna le mete più iconiche, chi vuole vivere esperienze uniche o semplicemente staccare dalla routine, troverà spunti interessanti nel nuovo numero di DOVE, in edicola dal 24 luglio. In copertina, l’invito a scoprire i “10 viaggi da fare almeno una volta nella vita”: un tema che, in questa stagione di partenze e desideri messi da parte, torna con forza tra i lettori e gli addetti ai lavori del turismo.

Viaggi da sogno, esperienze reali

Oggi, cosa vuol dire scegliere il viaggio della vita? “Non esiste una formula valida per tutti”, ci racconta Daniela Santoro, caporedattrice della rivista, incontrata nella redazione milanese pochi giorni prima dell’uscita del numero. “Abbiamo ascoltato storie vere, lettere dei lettori e raccolto testimonianze di chi ha attraversato il Perù con lo zaino in spalla o ha percorso la Route 66 in moto. Ne è nata una lista variegata: alcune destinazioni sono classici immancabili, altre sono nuove scoperte degli ultimi anni”.

Tra le mete suggerite dal mensile ci sono alcune certezze: il Machu Picchu, il Safari in Tanzania, la navigazione nelle isole della Polinesia. Ma non mancano sorprese come i fiordi norvegesi o le strade meno battute del Giappone, lontane dal turismo di massa. Una nota interessante: nelle foto scelte per il servizio non c’è nulla di patinato o costruito ad arte. Spesso si vedono paesaggi all’alba o al tramonto, con viaggiatori comuni immersi nei mercati e nei villaggi.

Dieci destinazioni tra classici e sorprese

La selezione delle “10 esperienze imperdibili” si basa su criteri semplici ma importanti: impatto ambientale, accessibilità concreta e autenticità dell’incontro con la gente del posto. “Abbiamo evitato l’effetto-cartolina,” sottolinea ancora Santoro. “Non basta arrivare lontano per cambiare prospettiva. Conta ciò che si incontra lungo il cammino”. Così troviamo la proposta di attraversare la Transiberiana, fare trekking tra le Highlands scozzesi o perdersi nei vicoli di Fez, in Marocco. Alcuni viaggi richiedono mesi di preparazione; altri si possono improvvisare all’ultimo momento – basta prenotare un treno notturno per l’Andalusia o un volo low-cost verso la costa portoghese.

Ogni destinazione viene raccontata senza inseguire mode o hashtag del momento. Si indicano anche i costi medi, le difficoltà logistiche e i periodi migliori per partire. Per esempio: per il trekking nel parco Torres del Paine in Cile si consiglia l’autunno australe e si avverte che già a marzo le temperature possono scendere sotto lo zero.

Le voci dei viaggiatori e le nuove tendenze

Il servizio dà spazio anche a chi ha vissuto queste esperienze in prima persona. C’è chi parla della fatica salita al campo base dell’Everest (“Ad un certo punto ogni passo pesa”), chi ricorda la calda accoglienza nei riad marocchini (“Ho imparato più nei bazar che nei musei”). Alcuni lettori raccontano sogni realizzati dopo anni di risparmi; altri ammettono delusioni o stanchezza (“Alla fine ho capito che preferisco l’Italia”).

Grande attenzione viene riservata ai cambiamenti climatici e all’impatto del turismo sulle comunità locali. Secondo gli autori del servizio, il 2026 segna una svolta nelle scelte dei viaggiatori: cresce infatti il desiderio di viaggi sostenibili, che rispettino gli ecosistemi e le persone che li abitano. Lo confermano anche dati recenti del Politecnico di Milano: più del 40% degli italiani intervistati dichiara che la sostenibilità è un fattore decisivo nella scelta della meta.

La ricerca del senso e la voglia di partire

In fondo, quello che lega chi programma questi “viaggi da fare almeno una volta nella vita” è qualcosa di semplice ma profondo: non cercare solo la foto perfetta, ma tornare cambiati. Eppure – ammettono diversi intervistati – anche prepararsi al viaggio fa parte della gioia dell’esperienza stessa. La redazione di DOVE invita i lettori a scrivere e condividere le loro storie all’indirizzo storico della rivista, creando così un racconto collettivo che va oltre qualsiasi classifica.

Chi partirà ad agosto con il nuovo numero sotto braccio troverà quindi meno consigli “da manuale” e più racconti vissuti, mappe emozionali accanto a quelle geografiche. “A ognuno la sua strada,” conclude Santoro con un sorriso. “L’importante è partire davvero”.

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