Molise, il tesoro nascosto d’Italia: natura, mare e storia tra i Sanniti da scoprire

Silvana Lopez

13 Agosto 2026

Campobasso, 13 agosto 2026 – Essere l’ultima regione d’Italia per numero di visitatori non è sempre un limite. Anzi, per il Molise può diventare un vero vantaggio. Da mesi, tra le colline e lungo la costa, amministratori e operatori turistici si interrogano su una domanda semplice ma importante: perché sempre più italiani e stranieri, anche se in misura contenuta, scelgono proprio questa terra? E cosa cercano? I numeri restano bassi rispetto ad altre regioni, ma sono in crescita. È tempo di riflettere su come si vive il territorio e sulle nuove rotte di un turismo più lento e autentico.

Molise, turismo che va controcorrente

I dati dell’Istat, diffusi a fine luglio, sono chiari: meno di 250mila presenze all’anno tra hotel e strutture extra-alberghiere. Un numero che lascia il Molise in fondo alla classifica italiana, anche dietro a regioni piccole come Valle d’Aosta o Friuli Venezia Giulia. Eppure, come racconta a alanews.it Massimo Di Cristinzi, gestore di un agriturismo a Castel San Vincenzo, «essere pochi ci permette di dedicare attenzione uno a uno agli ospiti». Questo emerge anche dalle recensioni online e dai racconti dei viaggiatori. «Niente ressa, niente code. E si mangia bene», dice Arianna, insegnante milanese in vacanza a Campomarino per staccare dal caos.

Paesaggi tranquilli e incontri autentici

Il vero richiamo del Molise – lo confermano i numeri ma soprattutto le esperienze – sta nel suo essere una regione poco frequentata. Qui le valli del Matese, i boschi della Montagnola Molisana e la costa adriatica sono posti dove il tempo sembra rallentare davvero. «Abbiamo puntato su piccoli gruppi, passeggiate nei borghi e laboratori artigianali», spiega Silvia Borrelli, assessora al turismo della Regione. Il risultato? Una permanenza media superiore alla media nazionale – poco più di cinque notti – con turisti in cerca di autenticità. Quella vera che si trova ancora nei bar di paese, dove anziani giocano a carte e giovani tornano dall’estero per l’estate.

Turismo lento: le nuove vie da scoprire

Il turismo lento – camminate, ciclovie e agriturismi – è oggi la carta vincente del Molise. A Frosolone, noto per le sue coltellerie artigiane, il sindaco Gianni Lombardi racconta: «Ogni mese arrivano piccoli gruppi stranieri solo per imparare a lavorare il ferro». Nei paesi dell’alto Molise crescono le richieste per visite guidate ai mulini ad acqua o trekking lungo tratturi antichi. Lontani dalla massa è lì che molti capiscono cosa vuol dire sentirsi “ospiti” più che turisti. E la voce gira veloce sui social e con il passaparola: qui conta davvero l’aspetto umano.

Cibo e tradizioni: l’anima del Molise

Non è solo questione di natura. Sempre più persone vengono qui attratte dai sapori del Molise. Dalla caciocavallo podolico alla tintilia, fino ai brodetti di pesce della costa: la cucina locale è uno dei grandi motivi per venire. Durante le feste patronali si respira un’atmosfera famigliare fatta di grigliate improvvisate e musica dal vivo; spesso ci si ritrova a chiacchierare con chi ha lasciato il nord per tornare alle origini. «Qui si lascia ancora la porta aperta», dice con orgoglio Gennaro Martino, oste a Larino.

Le sfide da affrontare: trasporti e accoglienza

Non tutto però funziona senza problemi. I collegamenti ferroviari sono pochi; l’autostrada finisce a Termoli. Chi arriva coi mezzi pubblici spesso deve arrangiarsi tra autobus locali o passaggi improvvisati. Anche l’accoglienza diffusa nelle zone interne dell’Appennino è ancora in fase sperimentale: nei piccoli centri mancano strutture moderne. Ma proprio questa difficoltà spinge a inventarsi soluzioni nuove, come case vacanze gestite da cooperative o reti familiari.

Autenticità sì, ma con gli occhi sul futuro

Per chi lavora nel settore la sfida è crescere senza perdere l’identità del posto. Come ha detto il presidente dell’Associazione Borghi d’Italia alla stampa locale: «Siamo fortunati ad essere “lontani”, ma se arrivassero grandi flussi dovremmo essere pronti». Per ora però il Molise resta un laboratorio aperto di turismo sostenibile e tranquillo. Una scelta consapevole più che una necessità imposta. In attesa che qualcuno scopra davvero quel tesoro nascosto qui da sempre: la libertà di fermarsi senza fretta.

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